Evasione fiscale, Agenzia delle Entrate in campo. Ma i nodi restano

di | 10 dicembre 2013 | Senza categoria | 0 commenti

Agenzia_delle_entrate“C’è bisogno di dire una parola forte e certa, di affermare che l’elusione e l’evasione fiscale non sono compatibili con la nostra economia e con nessun sistema veramente democratico”. Ci va giù pesante il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, che ha sottolineato come l’ammontare delle tasse evase viene “stimato dalla Corte dei conti in circa 130 miliardi”. “Visto l’ordine di grandezza – ha spiegato Befera – il rafforzamento della lotta contro la frode fiscale e l’evasione fiscale è non solo una questione di entrate, ma anche di equità sociale”. Nulla dice Befera sulla effettività di questa lotta. Perché se è vero, da un lato, che tutti vogliono scovare gli evasori, dall’altro non si può nascondere che con misure del calibro dell’accorpamento delle Agenzie fiscali la battaglia è più dura del previsto. Senza contare che resta aperto il problema delle nomine dirigenziali senza concorso nell’ambito della stessa Agenzia delle Entrate. Il nodo potrebbe rivelarsi particolarmente indigesto nella misura in cui troverà applicazione l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale sono nulli gli atti posti in essere dai dirigenti investiti di tale incombenza senza la procedura concorsuale.

A Befera si aggiungono le parole del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni: “L’evasione fiscale ha effetti distorsivi sulla locazione delle risorse e interferisce con il corretto funzionamento della concorrenza nel mercato”. Nel saluto inviato al convegno “La legalità fiscale italiana”, presso la sede dell’Agenzia delle entrate, il ministro ha scritto che l’evasione “riduce la possibilità di conseguire attraverso il sistema tributario obiettivi di equità orizzontale e verticale”. Tuttavia bisogna rendere più efficiente l’azione amministrativa di accertamento dei tributi “al tempo stesso evitando di trasformare il sistema fiscale in un ostacolo per la crescita dell’economia nazionale”. Il numero uno di via XX Settembre poi ha aggiunto che è necessario “potenziare la tracciabilità dei pagamenti e incentivare l’uso della moneta elettronica sono tra gli elementi che potrebbero contribuire alla lotta all’evasione fiscale”. Nel ricordare il disegno di legge delega in materia fiscale già approvato alla Camera e adesso all’esame del Senato, Saccomanni ha sottolineato che “l’intento è quello di potenziare i sistemi di tracciabilità dei pagamenti favorendo una corrispondente riduzione dei relativi oneri bancari; incentivare l’utilizzo della moneta elettronica rispetto al contante; favorire il crescente utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi mediante una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili”. Più in generale, ha proseguito il ministro, “sarà importante contenere l’impatto degli interventi di accertamento sullo svolgimento dell’attività economica, sfruttando adeguatamente le informazioni già contenute nelle banche dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria e la cooperazione con le altre autorità pubbliche competenti”. Saccomanni è infine tornato a sollecitare “risposte coordinate a livello internazionale”, sottolineando l’importanza di una strategia globale che coinvolga il più alto numero di Paesi possibili.

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