Eni svende polo della chimica, l’ira dei sindacati

di | 13 gennaio 2016 | economia, energia, politica | 0 commenti

eni chimicaCeduto ai privati un altro pezzo dell’economia italiana. Il continuo far cassa del governo Renzi non si ferma e dopo Ansaldo Breda, Poste Italiane, il 40 per cento di Ferrovie dello Stato, ora tocca a un asset strategico di Eni.

Il polo della chimica rappresentato dalla società Versalis era da tempo oggetto di valutazione della oil company italiana nell’ambito del piano di riorganizzazione delle attività, ma aveva destato molte perplessità anche a livello politico, per la necessità di salvaguardare un’industria così importante per l’italia.

Così per convincere il governo a non fare questo “passo falso”, dalle prime ore del mattino un sit-in dei lavoratori di Versalis è andato a manifestare davanti al ministero dello Sviluppo economico aspettando una risposta da parte dei sindacati in colloquio con l’azienda. Purtroppo, alla fine, la lunga trattativa è fallita.

Il tentativo dei sindacati di convincere i vertici dell’Eni e del governo a non cedere Versalis in mani private non è andato a buon fine. Infine le parole del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, hanno conferito il colpo di grazia: “L’Eni è una società partecipata ma è autonoma: il governo è coinvolto, ma le condizioni attuali non sono quelle del passato. Sono d’accordo che la chimica resti italiana e ci attiveremo perché il soggetto sia solido e affidabile”. Per dirla in breve, l’esecutivo Renzi, sostenendo che il governo non è parte in causa, ha dato il via libera all’acquisizione da parte di privati di un altro asset italiano molto importante sia a livello economico che lavorativo.

Per i sindacati, che hanno perso una battaglia, la guerra non è ancora finita e restano combattivi confermando lo sciopero del 20 gennaio prossimo. La leader della Cgil Susanna Camusso ha affermato che la vendita di Versalis è “una scelta che non condividiamo, pericolosa per il Paese”.

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