Energia, Eurostat: crolla il consumo in Italia in 2006-2012

di | 17 febbraio 2014 | energia | 0 commenti

energiaLa crisi accentua quelli che sono i problemi strutturali del nostro sistema Paese. Prendiamo i consumi energetici: sono crollati del 12% tra il 2006 e il 2012, settimo tra i cali più significativi dei 28 Stati membri e al di sopra della media Ue dell’8%. L’Italia è poi maglia nera per la dipendenza energetica, con un tasso di quasi l’81%, tra i cinque Paesi Ue che consumano più energia, dove si posiziona quarta dietro Germania, Francia e Gran Bretagna. È quanto emerge dai dati Eurostat, secondo cui l’Italia è anche il quarto Paese Ue produttore di energia da rinnovabili (10%) dietro Germania, Francia e Svezia.
Tra il 2006 e il 2012 in 24 Paesi Ue su 28 si sono ridotti i consumi energetici, e i cali maggiori si sono registrati in Lituania (-175), Portogallo (-15,2%), Grecia (-14,4%), Ungheria (-14,2%) ma anche Danimarca (-13,9%) e Gran Bretagna (-12,2%). Nel 2012, invece, il tasso di dipendenza energetica a livello Ue è stato del 53%, mentre a livello di energia prodotta nei 28 nucleare e rinnovabili hanno contato per circa la metà (rispettivamente 29% e 22%), contro il 21% di combustibili solidi, gas (175) e petrolio (10%).
Tra i cinque maggiori consumatori di energia tra i 28, dietro l’Italia che ha il tasso di dipendenza energetica maggiore ci sono la Spagna (73%), Germania (61%) Francia (48%) e Gran Bretagna (42%). Tra questi vi sono anche i principali produttori di energia Ue, alla cui testa vi è la Francia (17%), seguita da Germania (16%), Gran Bretagna (15%), Polonia (9%) e Olanda (8%). Nel 2012 Germania e Polonia sono stati i maggiori produttori di combustibili solidi (35% e 29%), la Gran Bretagna di gas (26%), Francia e Germania di energia nucleare (48% e 11%), mentre per le rinnovabili sempre la Germania (19%), poi Francia (12%), Svezia (10%), Italia (10%) e Spagna (8%).

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