Emergenza credito per le famiglie del Sud, rischio strozzinaggio in agguato

di | 26 agosto 2013 | economia | Commenti disabilitati su Emergenza credito per le famiglie del Sud, rischio strozzinaggio in agguato

di Ciro Balzano

soldiL’Italia sta attraversando, com’è noto, la peggior crisi finanziaria della sua storia. Al Sud però la situazione è più allarmante che nel resto d’Italia. Un recente studio della Cgia, Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato, ha messo in luce come nel Meridione ci sia stata una contrazione abbastanza netta nell’erogazione del credito alle famiglie. Infatti, tra il maggio del 2012 e lo stesso mese di quest’anno la Calabria è stata la regione italiana più penalizzata con un’inflessione di 4,3 punti percentuali, pari a 374 milioni di euro in meno. A seguire troviamo la Basilicata (-4,2%), la Sicilia (-2,7%), il Molise (-2,7%) e la Campania (-2,6%). Solo quest’anno sono stati tagliati circa 5 miliardi di euro alle famiglie italiane, e di questi, quasi 3 miliardi (59% del totale) non sono stati più erogati alle famiglie del Sud Italia. La prima reazione, in questo caso attesa, di ogni famiglia, specie al Sud, al mancato ottenimento del finanziamento, è rivolgersi a chi di denaro liquido, e da prestare, ne ha abbastanza. Ed è così che le famiglie si rivolgono alla criminalità organizzata, entrando in un vortice profondo senza uscita. Proprio i dati del rapporto, evidenziano come il rischio usura, indice analizzato da più di 15 anni dall’ufficio studi della Cgia, sia preponderante nelle regioni meridionali. Nel 2012, Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia rappresentano il triste teatro dove la “penetrazione” di questo fenomeno economico e sociale è all’ordine del giorno. Difatti è proprio Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, a far notare che questo fenomeno, già largamente diffuso nei territori meridionali, a fronte di quest’ennesima contrazione del credito, può definitivamente radicarsi nelle strette maglie sociali dei territori del Sud. Non solo. Secondo il segretario, l’usura non si può combattere soltanto con le denunce da parte delle vittime perché questo fenomeno è fortemente sommerso e quindi è difficile analizzarlo e leggerlo in maniera rigorosa. Non tutti sanno che sono soprattutto le scadenze fiscali, intrecciate all’attuale congiuntura economica, a spingere le persone a rivolgersi agli strozzini e quindi a cadere vittima della criminalità. Per i disoccupati od i lavoratori dipendenti, invece, le cause principali sono rappresentate dai problemi finanziari che giungono dopo brevi periodi di malattie od infortuni. Attraverso l’incrocio di ben 8 sottoindicatori, la Cgia, ha cercato di fotografare dettagliatamente questo fenomeno. Utilizzando i dati rilasciati nell’anno dalla Banca d’Italia ha semplicemente calcolato il “credit crunch” ancora attivo verso le regioni meridionali del nostro paese. Il rischio di usura invece, come prima accennato, è calcolato da più di 15 anni dalla Cgia, attraverso il confronto di indicatori regionalizzati nel 2012. Disoccupazione, fallimenti, protesti, tassi di interesse applicati, denunce di estorsione e di usura, ed altri indici incrociati statisticamente tra di loro hanno permesso il calcolo del rischio di usura. La Campania è sicuramente, secondo le stime della Cgia, la regione con il più alto rischio usura. L’indice calcolato è pari a 169,2, poi a seguire la Basilicata con un 159,2, il Molise (153,1), la Calabria (150,4)e la Puglia (139). Al contrario Il Trentino Alto Adige risulta essere la regione meno esposta a questo fenomeno con un indice del rischio usura pari a 49,2, a seguire la Valle d’Aosta (57,6) ed il Friuli Venezia Giulia (69,7).

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