Electrolux, Zanonato convoca tavolo al ministero

di | 28 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

electroluxDopo l’attacco dei sindacati, che hanno lanciato l’allarme di un taglio dello stipendio di quasi il 50%, arriva la replica dell’Electrolux: è prevista “una riduzione di tre euro all’ora. In termini di salario netto questo equivale a circa l’8% di riduzione, cioè a meno di 130 euro al mese” spiega l’azienda svedese. I sindacati avevano parlato, tra le altre cose, di salari ridotti dagli attuali 1.400 euro a 800/900 euro.
Nel corso dell’incontro a Mestre, prosegue l’azienda “è stata anche avanzata l’ipotesi di raffreddare l’effetto inflattivo del costo del lavoro, responsabile del continuo accrescere del gap competitivo con i Paesi dell’Est Europa, attraverso il congelamento per un triennio degli incrementi del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità. Ovviamente l’azienda ha dato piena e ovvia apertura a considerare altre forme di riduzione del costo del lavoro con minori o, se possibile, nulle conseguenze sui salari”.
Nella nota si ribadisce inoltre che “il regime di sei ore assunto come base per tutti i piani industriali è da considerarsi con applicazione della solidarietà, come da accordi sottoscritti e dei quali si auspica il prossimo rinnovo”.
Intanto circa 500 lavoratori della Electrolux di Solaro, nel Milanese, sono in presidio con bandiere e striscioni davanti ai cancelli dell’azienda per lo sciopero indetto dai sindacati. Anche allo stabilimento di Porcia, in provincia di Pordenone, i lavoratori Electrolux scioperano per l’intera giornata, con un presidio ai cancelli per evitare l’ingresso degli impiegati e delle merci. E durante l’assemblea dei lavoratori, i sindacati hanno espresso la volontà di alzare il livello dello scontro, con blocchi alla piattaforma logistica e altre azioni di disturbo alla normale produzione.
Dalla Uilm arriva l’appello al governo: sulla vertenza “è bene che intervenga la presidenza del Consiglio”. Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, intervistato negli studi di Rainews24. “La proposta che ci ha illustrato ieri l`azienda è irricevibile – ha continuato il sindacalista – perché a fronte di un sacrificio richiesto ai lavoratori non prospetta il mantenimento dei livelli occupazionali. Electrolux è già al quinto anno consecutivo di riduzione di personale con 1.500 esuberi finora determinati con 500 di questi tuttora non ricollocati, un risultato raggiunto attraverso la riduzione dell`orario di lavoro e con l`attuazione dei contratti di solidarietà”. Quello di ieri “è un ulteriore capitolo caratterizzato proprio da un piano rinunciatario e senza prospettive. È illogica la riduzione salariale annunciata che inizialmente partirebbe dal 15% per arrivare al 40%. Non esiste in Europa un Paese che guardi alla ripresa contraendo le retribuzioni già esigue”, ha aggiunto Palombella.
“La verità – ha continuato il dirigente sindacale – è che la proprietà vuole chiudere lo stabilimento di Porcia e ciò significherebbe altri 1.500 esuberi rispetto ai 500 già in itinere. Non si può speculare sulle riduzioni salariali, perché giocando solo sul costo del lavoro gli addetti in Italia dovrebbero lavorare gratis per poter competere con quelli nell`Est europeo come i polacchi, per esempio. Occorre intervenire dal punto di vista fiscale, invece, abbassando l`imposizione su lavoratori ed imprese. Ecco perché è urgente – ha concluso – che il premier Letta ci convochi a Palazzo Chigi”.
Immediata la reazione del governo, tavolo domani alle 15 al ministero dello Sviluppo economico. Il ministro Flavio Zanonato ha convocato azienda, sindacati e Regioni coinvolte e sarà presente anche, si legge nella convocazione, un rappresentante della presidenza del Consiglio. Attorno al tavolo ci saranno rappresentanti del gruppo svedese di elettrodomestici, Cgil, Cisl, Uil, le categorie dei metalmeccanici Fiom, Fim, Uilm e le Regioni Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.