Edilizia, domani sciopero nazionale

di | 12 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

ediliziaLavoratori edili in piazza contro l’interruzione della trattativa per il rinnovo del contratto. Rinnovare il contratto nazionale, scaduto da un anno, e le cui trattative si sono interrotte per l’irresponsabilità delle controparti Ance e Coop: questa la richiesta che domani, venerdì 13 dicembre, porterà nelle piazze di Milano, Roma, Napoli e Palermo migliaia di lavoratori dell’edilizia, in occasione dello sciopero nazionale di otto ore indetto da Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil a seguito dell’interruzione della trattativa per il rinnovo del Ccnl industriae e cooperative, avvenuta lo scorso 21 novembre. In quell’occasione le organizzazioni datoriali Ance e Coop consegnarono una ennesima proposta di accordo, ritenuta dai sindacati “provocatoria ed indecente”, in cui si offriva ai lavoratori un aumento salariale di zero euro e l’eliminazione di fatto dell’indennità professionale edile (Ape), istituto contrattuale che garantisce il riconoscimento economico dell’anzianità di mestiere caratterizzato dalla discontinuità e dal “nomadismo” lavorativo.

Feneal Filca Fillea accusano le controparti di aver rappresentato in questa trattativa “la parte più conservatrice degli imprenditori che vuole uscire dalla crisi ridimensionando il ruolo del Ccnl, della contrattazione di secondo livello, della bilateralità, dei diritti dei lavoratori e delle regole necessarie ad una rigorosa competizione. Quella parte che preferisce l’abuso dello straordinario al rispetto degli orari contrattuali e quindi a far crescere buona occupazione, quelli che vogliono una flessibilità esasperata aumentando la percentuale di tempi determinati, di somministrati e che gradirebbero l’introduzione del lavoro intermittente, quelli che vogliono cancellare la responsabilità in solido, che rappresenta la vera conquista di legalità degli edili”.
E molti dei problemi incontrati nella trattativa, per i sindacati derivano proprio da questo posizionamento di retroguardia dei costruttori e delle cooperative, cosa che solleva un’altra questione “la difficoltà di Ance e Coop di rappresentare realmente il settore. E’ per questo motivo che chiediamo norme che siano in grado di misurare l’effettiva rappresentanza di tutte le controparti”.
Per Feneal Filca Fillea, “Ance e Coop hanno imboccato una strada senza ritorno, che ci allontana da un positivo rinnovo del Ccnl ma sopratutto ci allontana dalla giusta via d’uscita dalla crisi, che non può prescindere dal rafforzamento della qualità del lavoro e delle imprese, dando continuità alle azioni comuni per una edilizia di qualità”, che per il nostro Paese “è e resta la grande priorità strategica, quella cioè di costruire in sicurezza e nel rispetto del territorio e delle persone. Si continua invece a rincorrere la mera riduzione dei costi e dei diritti, senza alcun rispetto dei vigenti accordi interconfederali” e rinnegando “il percorso comune che abbiamo iniziato nel 2009 con la sfida degli Stati Generali delle Costruzioni ed il manifesto comune sottoscritto dall’intera filiera per una edilizia basata su sostenibilità, legalità, qualità, regolarità del lavoro”.
I sindacati accusano anche il governo: “né investimenti né scelte coraggiose per rilanciare il settore e per affermare e sostenere – come servirebbe e come stanno facendo altri governi europei con importanti risultati – un nuovo modello di edilizia basato sulla qualità e sulla sostenibilità sociale ed ambientale” e la stessa legge di Stabilità “non dà risposte ai lavoratori e ai pensionati, non dà risposte certe sugli ammortizzatori sociali, non interviene per ridurre il peso fiscale sul lavoro dipendente e sulle imprese che investono e assumono”.

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