Economia verde, per il ministro Orlando vale tre milioni di posti di lavoro

di | 11 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

economia verde“L’economia verde è in continua espansione con oltre 50mila assunzioni ascrivibili a questa categoria nel solo 2013”. Sono solo alcuni dei dati esposti dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando intervenuto all’apertura della Conferenza nazionale su “La natura dell’Italia”, la due giorni (oggi e domani), organizzata dallo stesso ministro, all’Università romana della Sapienza, dove saranno presenti tutte le più alte cariche dello Stato, a partire dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, il premier Enrico Letta, una squadra di ministri, e infine il Commissario europeo per l’Ambiente Janez Potocnik.

“A volte – ha detto Orlando – ho come l’impressione che il nostro Paese non abbia consapevolezza di cosa già oggi rappresenti l’economia verde. Si tratta di una porzione importante del nostro sistema produttivo: i green job sono più di tre milioni, con oltre 50mila assunzioni ascrivibili a questa categoria nel solo 2013”. Per il ministro dell’Ambiente, quella del settore verde è senz’altro “una realtà in forte crescita, che necessita di supporto e incentivi per continuare a rivestire un ruolo propulsivo nell’affermazione di un modello sostenibile di sviluppo. Affinché ciò accada, servono precise e articolate politiche governative, che mettano a frutto anche le opportunità derivate dal nuovo ciclo dei finanziamenti europei 2014-2020”.

Orlando ha parlato dei parchi presenti in tutta Italia, con ben 871 aree protette per una superficie pari a circa il 10,5 per cento di quella nazionale, dove peraltro si trovano oltre il 30 per cento delle specie animali e quasi il 50 di quelle vegetali rispetto al totale presente in Europa. “Io spero sia finalmente finita la stagione in cui i Parchi erano visti esclusivamente come un vincolo sul territorio e gli Enti come un’inutile moltiplicazione di poltrone”.

Nei parchi – continua il ministro – c’è “una forte propensione all’innovazione ambientale, alla promozione di processi produttivi puliti e di qualità. Negli ultimi tre anni il 38 per cento delle imprese del settore agricolo che risiedono nelle aree protette (circa 5mila) ha ridotto l’impiego di energia o di acqua per unità di prodotto, 1.100 imprese hanno utilizzato energia da fonti rinnovabili e 1.800 imprese investiranno in tecnologie ambientali”. Molti i beni conservati nelle aree protette: oltre 1.700 centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, circa 200 siti archeologici, quasi 300 edifici di culto

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