Economia civile: è l’ora del popolarismo

di | 29 gennaio 2014 | politica, Senza categoria | 0 commenti

Di Ettore Bonalberti*

Gianni FontanaGli  ultimi dati di Bankitalia denunciano un aumento della povertà e la ricchezza in mano al 10% della popolazione;  con oltre il 40% della disoccupazione giovanile e una disuguaglianza sociale sempre più forte, il quadro politico è rappresentato da un’astensione dal voto di oltre il 50% degli elettori e la vita politica nelle mani degli ultimi esponenti di una Repubblica in grave crisi.

Con una situazione economica, sociale, culturale e morale tra le più gravi di tutta la storia repubblicana, la politica si trova a dover fare i conti con le ultime resistenze di un vecchio Cavaliere mai domo, un giovane rampante dalla incerta cultura e collocazione strategica, e un comico alla guida della protesta che cova sotto le ceneri. Tutti e tre, per motivazioni diverse, fuori del Parlamento ridotto a un ectoplasma senza potere.

Ci avviciniamo così a un voto europeo in cui finiranno con il prevalere i partiti  più avversi al disegno mal riuscito di un’Europa lontana mille miglia dal sentir medio dei suoi cittadini.

E’ evidente che il classico conflitto destra-sinistra derivato dalle vecchie ideologie ottocentesche non ha più senso, nel momento in cui il nuovo scontro a carattere globale è quello in atto dagli inizi del ‘2000 tra un turbo capitalismo finanziario sempre più potente e la politica ridotta ad assecondare interessi e bisogni di “lor signori” a scapito di masse di cittadini sempre più poveri e  con una progressiva riduzione al nulla della stessa democrazia formale e sostanziale.

Tale situazione è nata il 12 novembre 1999, allorché il presidente USA Bill  Clinton promulgò, sulla base di  una decisione  voluta da una camera a maggioranza repubblicana sotto la spinta dei grandi gruppi bancari e finanziari,  una nuova legge bancaria promossa dal rappresentante Jim Leach e dal Senatore Phil Gramm, nota con il nome di Gramm-Leach-Bliley Act che superava e annullava la vecchia Glass Steagall, dando libero campo alla possibilità  delle banche di operare speculazioni finanziarie che hanno portato alla circolazione di derivati tossici che hanno raggiunto il valore astronomico pari a 50 volte l’intero PIL del pianeta.

Analogamente in Italia, nove anni prima, la vecchia legge bancaria era superata da quella Amato ( legge 30 luglio 1990, n. 218 ) che, stabilendo una ristrutturazione e integrazione patrimoniale degli Istituti di credito di diritto pubblico,  avviò un processo di cambiamento del sistema bancario italiano che ha permesso anche alle banche italiane di esercitarsi nella rischiosissima arte speculativa, abbandonando la funzione specifica per cui esse  erano nate di raccoglitrici dei risparmi da erogare alle attività produttive dell’economia reale.

Unica lettura seria e approfondita di questa nuova realtà è venuta dalla dottrina sociale della Chiesa, con l’enciclica di Papa Benedetto XVI “ Caritas in veritate” e di Papa Francesco, “ Evangelli Gaudium”, il cui capitolo IV è interamente dedicato alla nuova situazione sociale.

Ecco perché riteniamo sia giunto il momento di mettersi ancora una volta in gioco come movimento di cattolici e laici cristianamente ispirati, per tentare di concorrere a superare questa nuova e per molti versi drammatica situazione nazionale, europea e mondiale; consapevoli che il confronto-scontro non è più quello tradizione tra capitale e lavoro che ha caratterizzato larga parte della vicenda politica del XIX e XX secolo, ma quello tra turbo capitalismo finanziario nelle mani di pochi operatori e una nuova politica economica che, in Italia come in Europa e nel mondo, dovrà ispirarsi ai principi e ai valori dell’economia civile e sociale di mercato.

Non ci pare che nessuna delle proposte portate avanti da questi esangui ultimi esponenti della politica italiana, espressioni delle sub culture che hanno sostituito quelle a base ideologica di una fase politica ormai superata, siano portatrici di questa consapevolezza e sostenitrici di conseguenti scelte politiche, economiche, finanziarie e istituzionali.

Ecco perché, da cattolici democratici, ci sentiamo impegnati a concorrere alla costruzione di un vasto movimento politico e culturale, interno e transnazionale, atteso che i problemi si dovranno necessariamente affrontare a quel livello; un movimento aperto, popolare, democratico, riformatore, europeista, cristianamente ispirato.

Ecco perché puntiamo alla costruzione di una comunità a solidarietà organica, con quanti, cattolici e laici cristianamente ispirati, intendono perseguire l’obiettivo di una comunità solidale in grado di sostenere e gestire una democrazia autenticamente partecipata con una rinnovata classe dirigente che possa sostituire, finalmente, quella che ha dimostrato sin qui enormi deficit di credibilità morale, politica, asservita al proprio “particulare” e/o agli interessi delle lobbies più forti interne e internazionali.

E’ questa la grande novità emersa nella conferenza stampa organizzata presso la sala stampa della Camera dei deputati, dall’associazione Democrazia Cristiana,  martedì 28 gennaio, dall’On. Gianni Fontana, presidente dell’associazione, il quale ha annunciato per la prossima settimana un incontro con numerose associazioni e movimenti presenti nella vasta galassia del mondo cattolico che hanno espresso la loro adesione al progetto di patto popolare.

Significative le adesioni al progetto per la costruzione del nuovo soggetto politico: quella    confermata dall’associazione che proprio nella stessa giornata della conferenza stampa hanno costituito il gruppo dei popolari per l’Italia guidato dall’On Mario Mauro, Lorenzo Dellai e Andrea Olivero; dal gruppodi Rinascita Popolare presieduta dall’On Publio Fiori e dal CDU dell’On.Mario Tassone, presente alla conferenza stampa con il sen. Eufemi. Hanno partecipato alla conferenza stampa anche gli amici On. Alessandro Forlani, Angelo Sanza del Centro democratico, e Gianfranco Rotondi di Forza Italia.

Ora si attendono le decisioni di altri gruppi politici di cultura popolare appartenenti ai diversi schieramenti in  campo, che sentono forte il richiamo a una testimonianza politica coerente con le indicazioni della dottrina sociale della Chiesa in una fase di straordinaria trasformazione dello scontro sociale, economico e politico in questo avvio del XXI secolo.

 

*Giornalista pubblicista e saggista, Componente ufficio di Presidenza Associazione Democrazia Cristiana

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