Ecco le nuove frontiere di pagamento con la Direttiva Europea Psd

di | 2 agosto 2013 | economia | Commenti disabilitati su Ecco le nuove frontiere di pagamento con la Direttiva Europea Psd

maurizio PimpinellaDa un po’ di tempo a questa parte, grazie alla Direttiva Europea Psd (Payment Services Directive), l’oligopolio che caratterizza il mercato dei pagamenti e quello dei bollettini si sta estinguendo in favore di una maggiore concorrenza. Il tutto grazie all’entrata di nuovi operatori nel mercato che si affiancano a banche e a uffici postali nell’offerta di nuovi servizi e opzioni per il consumatore e per l’azienda. Si tratta degli Istituti di Pagamento e di moneta elettronica, operatori del mercato autorizzati dalla Banca d’Italia, che spingono a una maggiore concorrenza, quindi a minori costi e più servizi per imprese e famiglie e ad un efficientamento del sistema dei pagamenti italiano.

Al momento in Italia ce ne sono 58, di cui 12 sono succursali di Istituti di Pagamento esteri. Al Nord Italia vi è la concentrazione maggiore in quanto sono presenti ben 29 Istituti, 26 dei quali italiani e 3 succursali estere. In Lombardia si registra la maggior presenza di Istituti con ben 20 società italiane e 2 estere. Nel Centro Italia ne sono presenti 27 e vi si concentra il maggior numero a livello nazionale di succursali estere (sono infatti ben 9, tutte con sede a Roma). Il Sud Italia completa il quadro con 2 soli Istituti, 1 in Campania e 1 in Sicilia.

Il mercato degli istituti di pagamento è dunque un mercato in forte espansione che ha grosse ricadute sul consumatore-cittadino, sulle imprese e sull’economia nazionale in generale: l’1 per cento del PIL italiano, infatti, dipende dal miglioramento dell’offerta di servizi di pagamento e, per riflesso, anche da quello dei bollettini. “Analizzando il processo di allargamento del mercato italiano agli Istituti di Pagamento – ha commentato Maurizio Pimpinella (nella foto), presidente dell’Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di moneta elettronica – è emerso come, nonostante esso sia partito a rilento, nell’ultimo anno ci sia stato un incremento fino a qualche tempo fa impensabile”. “Basta pensare – ha continuato Pimpinella – all’incremento esponenziale negli ultimi anni del pagamento di bollettini, da parte dei cittadini attraverso operatori alternativi, come nel caso della Grande Distribuzione Organizzata che ha visto triplicare pagamenti di bollettini per alcuni servizi: nel 2010 se ne contavano circa 550mila, nel 2011 circa un milione e 60mila e nel 2012 circa un milione e 800mila”.

Ad oggi il mercato nazionale si stima circa intorno ai 620 milioni di bollettini.Il settore dei bollettini, e più in generale dei pagamenti, merita quindi di essere indagato proprio perché l’incremento della concorrenza ha creato un’offerta variegata e di minor costo per l’utente finale, per le aziende, per la PA, per i fatturatori e per le reti commerciali. Nel settore dei pagamenti e dei bollettini c’è un costo sociale per l’utente che può essere ridotto grazie all’introduzione di queste nuove opzioni e dei nuovi operatori (presso i quali, a seguito dell’autorizzazione della Banca d’Italia, è possibile pagare i bollettini) e grazie alla SEPA.

Stando ad una ricerca realizzata da Ipsos e Ispo per Sisal (2013), anche le preferenze degli italiani vanno in questa direzione. È emerso che gli italiani per pagare bollette, bollettini e ricariche (63 per cento del campione intervistato), preferiscono la rete di prossimità, ossia bar, tabacchi ed edicole, anziché l’ufficio postale usato nel 59 per cento dei casi e le banche (alle quali si rivolge il 35 per cento dei consumatori). Tra i motivi di queste preferenze si è riscontrata la rapidità, flessibilità e capillarità della rete.

Ci troviamo, quindi, davanti ad un cambio di scenario per il cittadino e ad un’importante opportunità di business per i player di mercato, tra cui indichiamo Sisal e Lottomatica (tra i più grossi), Qn Financial Service (Qui-Group), FactorCoop, solo per citarne alcuni (la lista completa si trova sul sito di Bankitalia). Angelo Grampa, Amministratore Delegato di PayTipper S.p.A., un Istituto di Pagamento di recente costituzione, ha definito “entusiasmante” la sfida che si va profilando sul panorama dei sistemi di pagamento legati ai Bollettini: “è un cambio di paradigma per il cittadino prima ancora che una nuova opportunità di business per i player di mercato”. “L’ingresso degli Istituti di Pagamento nel mercato dei Bollettini permette di offrire ai grandi fatturatori e agli utenti finali un servizio sempre più conveniente, efficiente e, soprattutto, sempre più capillarmente disponibile sul territorio”. PayTipper è uno degli esempi virtuosi. Operativo nel mercato dei bollettini da aprile 2013, a luglio ha già superato i 250 esercenti attivi a livello nazionale registrando un +100% rispetto al mese di giugno e ha raggiunto il pagamento di 100 mila bollettini tramite PayTipper, con un tasso di crescita rispetto a giugno del +400%. L’obiettivo entro tre anni è il raggiungimento del 2.5% della quota di mercato. Gli istituti di pagamento, in base alle autorizzazioni ricevute, possono effettuare servizi per i consumatori e le aziende, come la gestione di conti di pagamento, i bonifici, i Rid e l’emissione e ricarica di carte di pagamento. Attività che li avvicinano sempre più agli istituti di credito, con il limite tuttavia di non poter prestare denaro, ma con il vantaggio di essere adatti a tutti.

 

 

 

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