Ecco i nomi dei cardinali “creati” da Papa Francesco

di | 12 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

Annunciati i nomi dei primi cardinali “creati” da Papa Francesco. Saranno in 19, di cui 16 “elettori”, cioè con diritto di voto in un eventuale conclave (non avendo raggiunto la soglia degli 80 anni), a ricevere anello e zucchetto dalle mani del Papa. Francesco, nel corso dell’Angelus, ha ricordato ai fedeli che nella Festa della Cattedra di San Pietro (22 febbraio) avrà “la gioia di tenere un Concistoro”, durante il quale nominerà i nuovi porporati “che, appartenenti a 12 Nazioni di ogni parte del mondo, rappresentano il profondo rapporto ecclesiale fra la Chiesa di Roma e le altre Chiese sparse per il mondo”.

La lista dei nuovi cardinali è stata aperta dai monsignori Pietro Parolin, segretario di Stato, Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero che sono a capo di importanti dicasteri e strutture della Curia romana. Accedono alla porpora anche i monsignori Vincent Gerard Nichols, Arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna); Leopoldo Josè Brenes Solorzano, Arcivescovo di Managua (Nicaragua); Gerald Cyprien Lacroix, Arcivescovo di Quebec (Canada); Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan (Costa d’Avorio): Orani Joao Tempesta, O.Cist., Arcivescovo di Rio de Janeiro (Brasile); Mario Aurelio Poli, Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina); Andrew Yeom Soo jung, Arcivescovo di Seoul (Korea), Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., Arcivescovo di Santiago del Cile (Cile); Philippe Nakellentuba Ouedraogo, Arcivescovo di Ouagadougou (Burkina Faso); Orlando B. Quevedo, O.M.I., Arcivescovo di Cotabato (Filippine) e mons. Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes (Haiti).

Oltre ai tre cardinali italiani di Curia, l’unico nostro connazionale a ricevere la porpora sarà monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, omaggio al primate della Regione di San Francesco. Restano, invece, esclusi dalla lista invece i due arcivescovi di città tradizionalmente cardinalizie, ossia i monsignori Francesco Moraglia di Venezia e Cesare Nosiglia di Torino. Evidentemente l’orientamento del Papa è quello di “premiare” gli ecclesiastici per la propria attività pastorale piuttosto che per la sede assegnatagli.

I tre emeriti, insigniti per il loro servizio alla Chiesa, sono monsignor Loris Francesco Capovilla, Arcivescovo titolare di Mesembria, storico segretario del prossimo Santo, Giovanni XXIII, Fernando Sebastian Aguilar, C.M.F., Arcivescovo emerito di Pamplona e Kelvin Edward Felix, Arcivescovo emerito di Castries.

Nel corso dell’Angelus il Papa, menzionando la circostanza di aver battezzato 32 bambini nella Cappella Sistina, ha sottolineato che “ogni bambino che nasce è un dono di gioia e di speranza, e ogni bambino che viene battezzato è un prodigio della fede e una festa per la famiglia di Dio”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus. “Quando Gesù ricevette il battesimo di penitenza da Giovanni il Battista – ha proseguito – solidarizzando con il popolo penitente – Lui senza peccato e non bisognoso di conversione -, Dio Padre fece udire la sua voce dal cielo: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».Gesù riceve l’approvazione del Padre celeste, che l’ha inviato proprio perché accetti di condividere la nostra condizione, la nostra povertà. Condividere è il vero modo di amare. Gesù non si dissocia da noi, ci considera fratelli e condivide con noi. E così ci rende figli, insieme con Lui, di Dio Padre. Questa è la rivelazione e la fonte del vero amore. Non vi sembra che nel nostro tempo ci sia bisogno di un supplemento di condivisione fraterna e di amore? Non vi sembra che abbiamo tutti bisogno di un supplemento di carità? Non quella che si accontenta dell’aiuto estemporaneo che non coinvolge, non mette in gioco, ma quella carità che condivide, che si fa carico del disagio e della sofferenza del fratello. Quale sapore acquista la vita, quando ci si lascia inondare dall’amore di Dio!”.

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