Ecco come sarà la Curia romana secondo Papa Francesco

di | 3 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Ecco come sarà la Curia romana secondo Papa Francesco

Conclave“Va’ Francesco e ripara la mia casa che, come vedi, cade in rovina”. Nelle parole rivolte dal Crocifisso di San Damiano ad un giovane e disorientato San Francesco d’Assisi, ancora titubante sui passi da compiere, c’è il senso della missione di evangelizzazione che, di lì a poco, prenderà le mosse.
Il Papa che ha scelto di chiamarsi come il Poverello (e che domani, per la prima volta, sarà ad Assisi) ha intenzione di fare lo stesso, ossia di mettere mano alla impalcatura della Chiesa universale. La riforma della Curia romana a cui pensa Bergoglio sarà profonda e non si tratterà “ritocchi cosmetici o piccoli aggiustamenti”. Si va verso un vero e proprio superamento della ”Pastor bonus” che regola la vita della Curia e del Governo centrale della Chiesa cattolica, emanata da Giovanni Paolo II nel 1988, con una nuova Costituzione. 

Queste, dunque, le conclusioni dei lavori della riunione del Consiglio degli otto cardinali che, con l’ex arcivescovo di Buenos Aires , in questi giorni in Vaticano sta lavorando alle riforme. Come di consueto il compito di illustrare ai giornalisti, e di rispondere o di non rispondere, pur sempre con il sorriso sulle labbra, è stato affidato a Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, secondo il quale “l’orientamento non è solo quello di un aggiustamento della Pastor bonus ma di arrivare ad una nuova Costituzione che conterrà novità consistenti”.

Ad essere messo in rilievo sarà soprattutto il compito di ”servizio” della Curia sia ”alla Chiesa Universale che alle Chiese locali”. La filosofia della riforma sarà ispirata “non all’accentrare ma proprio contro il centralismo romano” in linea con quanto emerso nel corso delle Congregazioni generali e particolari durante l’ultimo Conclave. Altro aspetto studiato in questi giorni nel Consiglio cardinalizio con il papa, quello inerente alle “funzioni e al servizio della Segreteria di Stato” che, a tutti gli effetti, andranno letti in funzione di una ”Segreteria del Papa e per aiutarlo nel suo servizio pastorale e di governo della Chiesa universale”. Tale incarico, come è noto, è stato affidato all’arcivescovo Pietro Parolin che si insedierà il 15 ottobre prossimo al posto del cardinale Tarcisio Bertone (che resta Camerlengo di Santa Romana Chiesa).
È stata discussa anche la istituzione di una nuova figura curiale, quella del ”Moderator curiae” che potrebbe fare da “cerniera” tra i diversi dicasteri ed uffici vaticani. Il Papa ha chiesto di affrontare anche il tema, a lui caro, dello spazio da dare ai laici anche nella vita della Chiesa e come coinvolgerli nella gestione concreta di questa.

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