Ebola, Codacons: subito centri specializzati contro il rischio di contagio

ebolaMisure più restrittive a tutela della popolazione contro il rischio di un’epidemia di ebola. A chiederle alle istituzioni sanitarie nazionali e siciliane è Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons. ”Con l’arrivo del virus in Europa – dice – occorre portare la vigilanza sulla malattia ai livelli più alti . In particolare anche attraverso l’Enac e le autorità portuali si rende indispensabile monitorare tutti quei soggetti che provengono da paesi a rischio”. “Stessa attenzione”, per il leader dell’associazione dei consumatori, deve essere dedicata “a chi giunge via mare attraverso navi o traghetti. Questo per evitare che il virus si diffonda anche nella nostra regione, nel nostro Paese o in Europa. Il ministero della Salute e la Regione siciliana devono urgentemente attrezzare centri specializzati capaci di far fronte con immediatezza a casi di contagio – conclude Tanasi – circoscrivendo il virus e fornendo la dovuta assistenza medica e farmacologica, in modo da non farsi trovare impreparati”.
Intanto tre persone in Mali hanno ricevuto il vaccino sperimentale made in Italy contro l’ebola, in quello che è il primo trial condotto sul suolo africano. Lo ha detto oggi il ministero della Salute del Mali. I volontari sono stati selezionati tra 40 operatori sanitari del Mali che hanno accettato di partecipare al trial internazionale del vaccino Cad3-Ebo-z, sviluppato dal Gsk/Nih (National Institute of Health). Il vaccino sperimentale è stato precedentemente testato su scimpanzé, e ha dimostrato di stimolare una risposta immunitaria nelle scimmie contro il virus ebola. “Dovremmo essere in grado di avere risultati molto preliminari di sicurezza, e anche alcuni dati immunologici, entro la fine di novembre”, ha detto Samba Sow, direttore generale del Centro per lo sviluppo del vaccino nella capitale, Bamako. Si prevede che occorreranno diversi mesi prima che piccole quantità di vaccino saranno disponibili, ha aggiunto Sow.
Uno dei volontari, un pediatra di 37 anni, ha detto di aver deciso partecipare alla sperimentazione per aiutare a salvare vite umane. L’uomo spera di diventare immune al virus, “perché se dovessimo avere un caso di ebola in Mali, vorrei essere chiamato a collaborare al trattamento di quel paziente”. I trial iniziali del vaccino sono partiti a settembre in persone sane negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e anche 40 persone in Gambia parteciperanno allo studio. Nel frattempo un trial di un secondo vaccino sviluppato dall’Agenzia della salute del Canada è stato condotto negli Stati Uniti.
Finora più di ottomila casi di ebola sono stati riportati in Africa occidentale e quasi la metà dei pazienti sono morti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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