Non è un Paese per bambini. Tutte le emergenze: dalle violenze ai rischi per la salute

di Alessandro Bovicelli*

 

Sono molte le emergenze che interessano i bambini oggi. In totale potrebbero essere 800.000 i minori che subiscono violenze.

Si va dall’abuso sessuale nel 5%, alle violenze fisiche e a quelle psicologiche che sono il 20% circa e sono frutto del fenomeno ingravescente del bullismo.  

Un altro problema importante e in aumento, dovuto all’abuso della rete già da quando i bambini hanno 9/10 anni,  è  quello della vendita delle “sostanze psicoattive“. Sono oltre 650 i siti web che vendono sostanze a base di erbe o funghi che producono effetti simili a quelli di cannabis, ecstasy o allucinogeni. Gli adolescenti italiani risultano ai primi posti per questi consumi.

Un altro tema di grande attualità è quello dell’ambiente. L’infanzia e l’adolescenza spesso pagano il prezzo più alto causato dalle molte criticità che contraddistinguono diverse aree del nostro Paese. A Taranto per esempio si registra un aumento del 21% della mortalità per tutte le cause e del 54% nella incidenza del cancro nei bambini. Lo stesso problema si osserva in Campania nella cosiddetta “Terra dei fuochi”. Di fronte a questi problemi anche i genitori hanno poche armi con cui combattere se non una sorveglianza sempre più attenta.

*medico, ricercatore in Ginecologia e Ostetricia nell’Università di Bologna.

L’Italia non è più un Paese sicuro, lo sappiamo. Sono troppi i rischi a cui si va incontro, soprattutto se non si è adeguatamente protetti e supportati. Per i nostri bambini vivere in una società del genere è un percorso a ostacoli, pieno di insidie: dalla scuola fino alla palestra, dal cortile all’oratorio. Ecco perché compito primario dei genitori è quello di fornire gli “anticorpi” ai nostri mali, cercando di interpretare malesseri, dinamiche comportamentali e quindi prevenire tempestivamente e con efficacia.

Il direttore

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