È legge il decreto “svuota carceri” (anche in Padania)

di | 8 agosto 2013 | politica | Commenti disabilitati su È legge il decreto “svuota carceri” (anche in Padania)

FOTO REPERTORIO DI CARCERI PER VOTO SU INDULTOLo “svuota carceri” è legge. Il decreto è stato convertito dal Senato. Dopo il via libera dall’Aula della Camera con 317 sì, 106 no di pochi giorni fa. Il testo era tornato a Palazzo Madama dove è passato con 195 voti favorevoli e 57 contrari, ma non senza polemiche. A manifestare dissenso sono stati sopratutto i senatori della Lega che, armati di fischietto e cartelli rossi, li hanno sventolati verso i banchi del governo. Gli esponenti del Carroccio hanno anche esposto uno striscione con la scritta: “Basta inganni e illusioni, governo Letta a casa subito!”. Una reazione prevedibile, alla luce del “cinguettio” del leader Roberto Maroni, proprio pochi giorni prima su Twitter: “Faremo guerra totale contro questo gentile regalo fatto ai delinquenti. È l’ennesima porcata di Pd e Pdl”. Nonostante questa levata di scudi il decreto-legge, fortemente voluto dal ministro Annamaria Cancellieri all’inizio del suo mandato è, ormai, norma vincolante per tutti i cittadini da Nord a Sud, Padania compresa.

Il provvedimento, finalizzato a ridurre il fenomeno del sovraffollamento delle carceri (all’origine di una serie infinite di condanne del nostro Paese da parte della Corte europea dei diritti umani) si limita a ridurre l’ingresso in cella degli imputati condannati per reati minori, a potenziare il lavoro dentro e fuori dal carcere e a liberare l’ordinamento penitenziario di una serie di rigidità contro i recidivi introdotte dalla legge Cirielli. È un primo passo, dunque. Poche le misure che possono davvero migliorare le condizioni di detenzione. Ma cosa cambierà in pratica? È stata prevista una stretta sui benefici ai recidivi, i quali non potranno più godere della semilibertà e dell’affidamento ai servizi sociali ma soltanto dei permessi premio.

Un altro importante capitolo è quello su gli sconti di pena anticipati. In parole povere quando la pena residua da espiare non supera i 3 anni (o altri casi particolari) si sospende l’esecuzione della pena applicando se possibile la libertà anticipata. In altri termini, le detrazioni di pena (45 giorni per ogni semestre) sono conteggiate anticipatamente così da limitare il ritorno in carcere per brevi periodi di detenzione. La misura non si applica a chi già si trova in carcere e ai condannati per i delitti gravi e per alcuni specifici reati (furto in abitazione e con strappo, maltrattamenti in famiglia, stalking e incendi boschivi). La pena per il reato di stalking arriva a cinque anni.

 

 

 

 

 

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