Domani la preghiera del Papa in difesa della famiglia

di | 28 dicembre 2013 | società | 0 commenti

monsignor-Vincenzo-PagliaDomani, in occasione della Festa della Santa Famiglia, Papa Francesco pronuncerà una speciale preghiera per la famiglia da lui composta. Il tutto avverrà durante la preghiera mariana. È anche anche un video-collegamento che unirà piazza San Pietro con i fedeli presenti nella Basilica dell’Annunciazione a Nazaret, nella Santa Casa di Loreto e nella basilica della Sagrada Familia di Barcellona.

Sarà l’occasione per ascoltare dalla viva voce del Santo Padre parole decisive sulla importanza di questa istituzione fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna che, in omaggio ad un non meglio precisato modernismo e multiculturalismo, viene fatta oggetto di una costante azione di denigrazione. Sul punto monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha rilasciato una interessante intervista alla Radio Vaticana: “Sarà – ha commentato il presule – un’esperienza particolarmente significativa, perché si tratta di sottolineare la decisività della famiglia da quella di Nazareth. Potremmo dire: Gesù è il Figlio di Dio, è il Creatore stesso, eppure anche Lui, venendo sulla Terra, ha avuto bisogno della famiglia. È ovvio che viene da dire immediatamente: se così Lui, quanto più noi!”.

Per il presidente dell’importante Dicastero vaticano “sottolineare oggi la dimensione centrale della famiglia nella vita e dei singoli, e delle società oltre che della Chiesa” è “quanto mai significativo”.
Agli attacchi alla famiglia tradizionale va “rivendicata una realtà maggioritaria, che è quella delle famiglie padre-madre-figli. Purtroppo, nessuno ne parla; spesso sono sfruttate, la politica le dimentica, l’economia le sfrutta, la cultura le bastona …e tuttavia, sono la risorsa più importante delle nostre società”.

“È sintomatico – osserva – che stiano crescendo in Europa, come numero, le famiglie cosiddette unipersonali: il rischio che si vada verso una società de-familiarizzata, é un rischio terribile, perché poi vuol dire che alla fine si sta bene soltanto da soli. Ma questa è l’uccisione della società, direi, della stessa antropologia…”. Per l’arcivescovo “la Chiesa sta dando, con Papa Francesco ma anche con i precedenti, particolarmente Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto, indicazioni su come ci si debba porre di fronte alla famiglia. Infatti, il Papa convoca tutta la Chiesa a mettere al centro delle sue preoccupazioni la famiglia”. E ancora: “Non possiamo lasciar correre in maniera rassegnata una cultura individualista che elimina il ‘noi’, a incominciare dal primo che tutti incontriamo appena nati, quel ‘noi’ della famiglia che è come un genoma che poi sostiene e solidifica le città, le nazioni, i popoli fino alla famiglia dei popoli”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.