Distribuzione automatica, sos di Confida: “Vending penalizzato dalla politica”

di | 22 ottobre 2013 | economia | 0 commenti

distributori automatici“Il Vending è un settore che ha sempre resistito grazie al favorevole rapporto qualità prezzo: 23 milioni di italiani nel distributore automatico, hanno finora trovato una valida soluzione di acquisto pratica, di qualità e personalizzata. Ma adesso l’intero comparto – che conta oltre 1000 imprese e 30mila addetti – che crea un giro di affari complessivo di 2,5 miliardi l’anno è fortemente penalizzato”. Lucio Pinetti, presidente di Confida, l’Associazione Nazionale Distribuzione Automatica aderente a Confcommercio, in occasione degli Stati Generali del Vending, svoltosi a a Roma alla presenza del direttore generale di Confcommercio-Rete Imprese Italia, Francesco Rivolta, del Direttore Ufficio Studi Confcommercio Mariano Bella e dell’onorevole Daniele Capezzone, Presidente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati è tornato sul tasto dolente dell’aumento dell’Iva.

“L’incremento dell’Iva dal 4 al 10%, imposto dallo Stato – ha aggiunto – con l’approvazione della legge n. 90/2013 (eco-bonus per l’edilizia) a carico delle aziende di distribuzione automatica di cibi e bevande, il conseguente aumento dei prodotti distribuiti e l’onere complessivo da sostenere per l’adeguamento delle macchine erogatrici ai nuovi codici, pari a 40 milioni di euro per le nostre aziende, ci costringe ad alzare i prezzi”. “Cambiare i prezzi dei prodotti ai distributori automatici – ancora il numero uno di Confida – non è come aggiornare i listini e i registratori di cassa di un negozio. Bisogna modificare un milione di macchine, ciascuna delle quali contiene fino a 100 selezioni. Un lavoro enorme, con dei costi enormi. Ci aspettiamo un calo dei consumi e un calo degli investimenti con conseguenze sull’occupazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati, Capezzone: “Con l’aumento dell’Iva dal 4 al 10% per i prodotti dei distributori automatici si è voluto colpire il vostro settore senza conoscerne la sua complessità. Per me è una ferita ancora aperta. Spero che la maggioranza di governo e il parlamento rivedano questa norma e lavorino anche per l’abbassamento dell’Iva ormai al 22%”.

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