Dissesto idrogeologico, le associazioni e gli ordini scrivono a Letta

di | 2 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

franaLa mitigazione del rischio idrogeologico deve diventare una priorità per l’Italia, a partire dalla legge di stabilità, dopo che gli avvenimenti drammatici in Sardegna hanno riportato all’attualità il problema. I presidenti di Legambiente, Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale degli architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei geometri, Inu, Ance, Anbi, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, Gruppo183, Arcicaccia, Alta Scuola, FAI, ItaliaNostra, CTS, Società italiana dei territorialisti, Lipu, Cai, Aiab hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta.

Il Presidente del Cai Umberto Martini e gli altri presidenti sostengono, a ragione, che “le politiche per la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico devono diventare la prima grande opera pubblica per l’Italia”.
Partendo da due richieste precise che sono state sottoposte al premier: in primo luogo la deroga al patto di stabilità “per consentire alle amministrazioni locali di mettere in campo gli interventi previsti dai Piani di bacino e dalla pianificazione di settore per la mitigazione del rischio idrogeologico nei loro territori”, azione definita “prioritaria”. In secondo luogo “l’aumento della somma prevista dall’attuale legge di stabilità (180 milioni di euro per i prossimi tre anni) stanziando almeno 500 milioni di euro all’anno da destinare ad un’azione nazionale di difesa del suolo che rilanci la riqualificazione fluviale, la manutenzione ordinaria e la tutela del territorio come elementi strategici delle politiche di prevenzione”.

Le associazioni si chiedono quanto bisognerà ancora aspettare per “scongiurare interventi normativi che prevedano la costruzione di nuovi milioni di metri cubi di case, uffici, alberghi in aree oggi inedificabili o persino sottoposte a vincolo idrogeologico e archeologico”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.