Dissesto idrogeologico, Anbi: servono 7 miliardi di euro

di | 3 gennaio 2014 | ambiente | 0 commenti

Massimo GarganoServono 7 miliardi di euro per un Piano contro rischio idrogeologico. L’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi) non smette di richiamare l’attenzione della classe politica su un tema estremamente delicato ed importante. Il sodalizio ha annunciato di voler ripresentare il Piano per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico che contiene le azioni proposte e progettate dai Consorzi di bonifica e fatto di migliaia di interventi immediatamente cantierabili e capaci di apportare una significativa riduzione del rischio idrogeologico e un incremento occupazionale.

Massimo Gargano (nella foto), presidente dell’Anbi, sottolinea in una nota che “servono oltre 7 miliardi di euro: una cifra enorme, ma che può essere reperita, utilizzando lo stesso sistema già attuato per il Piano Irriguo Nazionale, cioè mutui quindicennali, a totale carico dello Stato che possono essere erogati sia da banche che dalla Cassa Depositi e Prestiti”.

“Bisogna però decidere con urgenza – continua l’esperto – smettendo l’irresponsabile rito di dimenticare il grave dissesto idrogeologico del Paese appena ritorna il sole”. Anche perché “gli studi evidenziano che le bombe d’acqua causano i danni più gravi nei pressi degli argini, dove qualcuno, però, continua ad autorizzare costruzioni e non si dica che mancano le risorse, perché è stato speso solo lo 0,1% delle risorse per la salvaguardia idrogeologica, destinate dal Cipe”.

Secondo Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, “occorre ripensare le strategie, ridefinire gli obiettivi ed i quadri programmatori, ripensare le politiche e gli strumenti normativi e operativi per uscire dal paradosso di un Paese che non riesce a passare dall’emergenza alla gestione ordinaria del territorio. Una politica sostenibile di uso del suolo e di riduzione del rischio idrogeologico non può non passare attraverso una nuova legge di governo del territorio, che prenda a riferimento il bacino idrografico e non più i limiti amministrativi”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.