Disagio mentale, lettera al presidente del Parlamento Ue per un intervento legislativo comunitario

di | 24 settembre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Disagio mentale, lettera al presidente del Parlamento Ue per un intervento legislativo comunitario

European Parliament - Martin SchulzUna lettera aperta a Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, per chiedere il varo di una legislazione comunitaria in materia di salute mentale. Il presidente dell’associazione “Cristiani per servire”, Franco Previte, non si arrende e continua a portare avanti la sua battaglia di civiltà. “La Commissione – scrive – non prevede di proporre una Direttiva sulla salute mentale e ricorda che, in forza del Trattato sul funzionamento della Ue, la definizione delle politiche sanitarie nonché l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari e delle cure mediche sono di competenza degli Stati Membri. Questa è stata la risposta alla richiesta di una Direttiva Comunitaria per la tutela della salute mentale in Europa!”.
“Eppure – continua – il “Patto Europeo per la salute mentale ed il benessere”, siglato il 12/13 giugno 2008 a Bruxelles, rappresenta una importante base da cui partire per progredire verso una legislazione più incisiva nel settore della tutela delle malattie mentali, che consenta di agire in modo uniforme, comunque più efficace in questo delicato ambito sanitario”.
Nel 2009 Previte ha presentato un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo contro la decisione della Commissione Europea per le Petizioni inerente la “ incompetenza legislativa della Ue nel settore della sanità pubblica, compresa l’ambito della infermità mentale”. Ma L’atto di impugnativa è stato dichiarato irricevibile.
Nel ricorso – rammenta il protagonista – venivano passate in rassegna una serie di misure legislative precise ed atte a rimediare ai gravi disagi prodotti dalla malattia mentale in ambito europeo, nel pieno rispetto dei diritti e della dignità dei malati mentali, lasciando organizzazione ed erogazione dei Servizi Sanitari e cure mediche alla competenza degli Stati Membri della Unione Europea.
La bocciatura non ha comunque impedito all’esponente della società civile di rivendicare la bontà e l’interesse generale della sua proposta: “I cittadini europei, i cui timori sono giustificati, richiedono coraggio e risposte concrete dal parte del Parlamento Europeo, soprattutto quando è in gioco la salute nonché la sicurezza dei cittadini messa in pericolo dalle conseguenze prodotte dalla malattia mentale, perché l’autentico progresso, passa attraverso l’ascolto di quanto anela la gente nell’assoluto rispetto del bene della persona o di ogni persona in qualsiasi situazione si trova per la propria sicurezza”.
E ancora: “Il diritto alla tutela della salute, anche psichica, ha una sua priorità e come tale esige sia in Italia che nella Unione Europea un’ intervento legislativo in modo coordinato, coerente e democraticamente valido in tutti gli Stati Europei. Per queste giuste motivazioni, a mio sommesso avviso, “le persone svantaggiate, compresi i più deboli e più bisognosi” come si afferma in maniera lodevole nel Preambolo del Trattato che adotta la Costituzione Europea, hanno diritto a non vedere negati quei provvedimenti legislativi che il Parlamento Europeo dovrebbe assumere nel ruolo attivo della sanità pubblica in uguale, ripeto, valenza e validità in tutti gli Stati membri della Ue, anche se in separata organizzazione, erogazione ed applicazione, ripeto, dei Servizi Sanitari, cure mediche lasciate alla competenza degli Membri della Ue”.
L’auspicio è che, questa volta, le parole di Previte non vengano lasciate cadere nel vuoto…

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