Disagio mentale, la Ue e il Parlamento italiano finora inerti

di | 22 novembre 2013 | tribuna aperta | 0 commenti

di Franco Previte*

l'urloNel mondo, la patologia menale viene definita una “aggressione alla serenità ed all’equilibrio mentale” Un recente disarmante sondaggio di rilevamento statistico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità condotto su 192 Paesi, ha evidenziato uno stanziamento di bilancio sanitario ancora troppo esiguo per la salute mentale . Lo studio ha focalizzato che il 70% della popolazione dispone da 3,96 a 4,15 psichiatri ogni centomila abitanti, da un valore di 9,8 in Europa a 0,04 in Africa, inoltre un quinto spende meno dell’1 % delle risorse finanziarie per la salute mentale e stimando che più del 13% delle spese sanitarie sia dovuto alle malattie neuro psichiatriche ( Fonte Oms).

Con problemi mentali, 873.000 persone si suicidano ogni anno, il 25% dei Paesi non ha una legislazione in materia, il 41% non ha una politica definita per la salute mentale, il 25% dei centri sanitari i malati non hanno accesso ai farmaci psichiatrici. I disturbi mentali colpiscono con maggiore frequenza le popolazioni sfavorite dal punto di vista intellettuale, culturale, economico, scarsa alimentazione, conflitti armati, nonché catastrofi naturali giganteschi recentissimi, (come è accaduto nelle Filippine) con il loro carico di mortalità, di interdipendenza tra l’AIDS, la tossicodipendenza e l’uso disordinato della sessualità.( Fonte Pontificio Consiglio Pastorale della Salute per Operatori Sanitari).

La schizofrenia, sopratutto la depressione-ansia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, é considerata la seconda patologia nel mondo e colpisce il 2% circa della popolazione di tutti i Continenti.

In Europa la malattia mentale è in continua evoluzione e costituisce un peso sociale e sanitario non indifferente. Una persona su 3 soffre di disturbi mentali, una su 4 soffre di problemi di salute mentale, 1 su 7 di depressione o ansia. La patologia mentale interessa oltre il 27% di persone e fra i 18 e 65 anni soffre di qualche disturbo mentale ( Fonte Libro Verde UE). Il 6% degli europei soffre di depressione, spesso i giovanissimi : ne soffre il 4% degli adolescenti ed il 9% i diciottenni. Vittime di suicidi sono circa 58 mila, mentre in Italia avvengono solo 6 suicidi ogni 100 mila persone ( Fonte Commissione Europea).

In Italia, ahimè !, il “fondo salute mentale è molto lontano da ogni lodevole ragione”. Non si investe, e secondo recenti indagini statistiche, la psichiatria è lasciata al “brado”, infatti gli studenti preferiscono altri settori sanitari, privilegiando quello inerente la sanità odontoiatrica più redditizia.

La realtà psichiatrica è diversa da quando nel 1978 vennero promulgate le leggi 180 e 833. Il 40% delle richieste al medico di famiglia ed il 20% dei ricoveri, pare, siano conseguenti a patologie psichiatriche, mentre il trattamento dei servizi pubblici che affrontano il panico, la depressione o schizofrenia dimostrano che è inadeguato e costosissimo.

 Sono circa 500 mila pazienti in ambito psichiatrico che entrano in contatto ogni anno con i servizi pubblici, a fronte di una spesa sanitaria di 3,5 miliardi di euro, 5 milioni di cittadini, circa, devono ricorrere alle cure private ( 9° Congresso Nazionale della Società Italiana Psicologia).  Soffrono di disturbi psichici il 15% gli uomini ed il 25% le donne, dai 18 ai 30 anni di depressione gli adolescenti in circa 80 mila. Ogni anno 235 bambini tra i 0-12 anni vengono ricoverati per disturbi mentali e l’autismo colpisce 2 bambini su 1000 (Istat); 1 adolescente su 4 fa uso di droghe ed alcoolici (Eurispes). Altre forme in evidenza sono l’anoressia e bulimia con il 9%, il 2,5% di giovani fa uso di caffè, droghe leggere, alcool ( Datamedia ).

Il budget dedicato alla salute mentale in Italia è circa il 3,4%, mentre in Tanzania è del 7%, in Australia del 10%, in Inghilterra del 12%, in Europa del 7,5% . Le famiglie che vivono un dramma di psicopatologia grave sono oltre 600 mila e 200 mila famiglie con un familiare che non risponde alle cure, oppure non vuole curarsi e le strutture pubbliche sono più numerose al nord, gli operatori sono circa 30.700 e ne mancherebbero almeno 5000-7000 (Ansa ). Rilevanti sono l’Alzheimer , l’autismo, la schizofrenia , il computer addition ( disordine psichico per persone che trascorrono molto tempo al computer o televisione), la sindrome da Burnot che è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni o missioni di aiuto ( Sacerdoti, poliziotti, vigili del fuoco). E ci fermiamo sui rilevamenti !

Questi pochi aridi dati statistici citati, anche se a volte possono costituire dubbi o perplessità, non ci distolgono dal pensare e constatare che i dolorosi fatti compiuti da menti psicologicamente alterati e di raptus, che quasi ogni giorno avvengono nel n/s Paese, costituiscono una verità, una fondamentale dimostrazione di questo grave disagio sociale che deve richiamare alla realtà le Istituzioni.

Nella nostra storia contemporanea si vuole introdurre, non più l’assistenza affettuosa al malato, ma un’azione con la quale per una qualunque ragione o logiche di convenienza, si vuol porre fine alla sofferenza per una morte indolore, che non abbiamo alcun dubbio a definire eutanasia.

Quando la malattia pone nella situazione di sofferenza, soprattutto nella patologia psichica, il compito della comunità, le Istituzioni, deve essere quello di concorrere ad un maggiore impegno di tutela del “malato” ormai, oggi, “dimenticato e defraudato del proprio diritto di tutela e di cura”.

La patologia mentale, spesso cronica, costituisce uno stato di emergenza latente perché il sofferente spesso è un elemento disgregante della famiglia stessa, ma soprattutto della società, quest’ultima deve anelare nella speranza di risoluzione di questo disagio sociale e non nell’emarginazione, che di fatto, avviene malgrado ogni affermazione di natura istituzionale. Il “malato”, in Italia, deve uscire dal lungo buio tunnel della disperazione e della sofferenza che da ben 35 anni trascorsi, non vede alcun spiraglio di luce.

Per le famiglie il vero dramma è costituito nelle varie malattie psichiatriche, molte e gravi, ma sopratutto dalla solitudine in cui spesso vengono a trovarsi.

In Italia il problema malattia mentale deve essere risolto dal Parlamento, ( e da quello Europeo, ripeto, con una Direttiva Comunitaria), in quanto la rilevanza sociale attesta l’esigenza di una legislazione adeguata ed efficace, a tutela dei diritti e della dignità degli “ammalati”, anche per la sicurezza di tutti i cittadini “cosa” che non è avvenuta da parte dei vari Governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi.

*presidente dell’associazione “Cristiani per servire” 

 

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