Disabilità, piano non autosufficienza, fondo e Isee: le richieste del Comitato 16 novembre

di | 26 marzo 2014 | salute | 0 commenti

logo16novembreUn tavolo interministeriale entro il 15 aprile, lo sblocco immediato del fondo per la non autosufficienza 2014 e la revisione della riforma dell’Isee: sono queste le richieste al governo da parte di Salvatore Usala, malato di Sla e segretario del Comitato 16 novembre, contenute in una lettera inviata al presidente del Consiglio Renzi e ai ministri Lorenzin (Salute), Padoan (Economia) e Poletti (Lavoro).

“Il Comitato 16 Novembre è nato, per difendere i diritti di decine di migliaia di disabili gravi e gravissimi che rischiano di essere lasciati soli, abbandonati al loro destino, mentre con troppa facilità la politica decide di regalare miliardi alle banche o di acquistare inutili e costosi cacciabombardieri F35 – ricorda Usala – Abbiamo ottenuto dei risultati importanti, ma sicuramente non sufficienti a sostenere quel modello di welfare che tutti noi desideriamo, caratterizzato da un potenziamento della domiciliarità indiretta e una piena libertà di scelta delle persone. Alla fine dell’anno scorso – continua – dopo una serie di presidi sotto il ministero dell’Economia e un’accesa trattativa con la commissione Bilancio del Senato, abbiamo registrato il nostro ultimo successo: aumento di 75 milioni di euro per i disabili gravi e gravissimi e l’impegno del governo ad attivare un tavolo interministeriale finalizzato alla definizione di un piano nazionale per le non autosufficienze. Siamo nel 2014 e vogliamo raccogliere cio’ che con fatica abbiamo seminato”.

Le richieste fondamentali sono quelle di sempre: la prima, “convocazione del tavolo interministeriale entro e non oltre il 15 aprile 2014 (sanità, politiche sociali, economia), allargato a regioni ed associazioni, per la predisposizione di un Piano nazionale per le non autosufficienze (Pnna), principalmente finalizzato al potenziamento della domiciliarità indiretta, alla garanzia ed esigibilità del diritto di scelta tra restare a casa o entrare in RSA, al riconoscimento del lavoro di cura del caregiver”.

Secondo punto, “immediato sblocco del Fondo nazionale per la non autosufficienza (Fnna) 2014 con ripartizione alle regioni mediante decreto di attuazione, rispettando criteri ed impegni assunti dal governo: destinazione del 30% più l’aumento di 75 milioni per i disabili gravi e gravissimi”.

Infine, Usala chiede al governo di “rivedere urgentemente la riforma dell’Isee, che rischia di penalizzare fortemente persone con disabilità e loro familiari. In particolare chiediamo che non vengano considerate nel calcolo reddituale anche tutte le prestazioni monetarie erogate dallo Stato o da enti pubblici con finalità assistenziale, anche se esenti da tassazione. Se la riforma venisse applicata così com’è – spiega – ridurrebbe la platea dei beneficiari delle prestazioni sociali. Infatti, quelle persone che ad oggi beneficiano di prestazioni assistenziali (pensioni, indennità e assegni) rischiano di non potervi accedere più perché paradossalmente il reddito computato risulterà più alto proprio a causa delle suddette prestazioni assistenziali

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