Dirigenti senza concorso, il Ministero si affida all’Agenzia delle Entrate

agenzia-entrate“La polemica sull’attribuzione degli incarichi dirigenziali senza concorso all’interno dell’Agenzia delle entrate si arricchisce di un nuovo, sconcertante, episodio”. Pietro Paolo Boiano,vicesegretario generale della Dirstat, il sindacato dei dirigenti pubblici, commenta così quanto avvenuto di recente ad opera del  Ministro dell’Economia e delle Finanze (organo vigilante sulle Agenzie fiscali in base all’articolo 60 della legge istitutiva) il quale, appositamente “interrogato” da alcuni parlamentari “sulle ragioni per le quali l’Agenzia dell’Entrate avesse medio tempore attribuito un gran numero di incarichi dirigenziali a propri funzionari senza espletare le previste procedure concorsuali (Question time VI^ Comm. Finanze n. 5-01563 on. Zanetti ed altri)”, ha affidato la risposta alla stessa Agenzia delle Entrate”.

Dottor Boiano cosa comporta tutto questo?

In buona sostanza l’organo controllore al quale era stato chiesto di dare conto di una illegittima prassi sistematicamente seguita da un organo da lui stesso controllato, ha reso come propria la risposta della stessa Agenzia dell’Entrate. È vero che in Italia da tempo non ci si stupisce più di nulla, ma non vi è dubbio che tale ultimo episodio ha indiscutibilmente arricchito la casistica per la quale il nostro Paese ha perso all’estero la pur minima considerazione. Peraltro la risposta data dall’Agenzia dell’Entrate e fatta proprio dal Ministero interrogato costituisce un malriuscito tentativo di difesa legalitaria di illeciti permanenti e perduranti che anche il meno avveduto tra i giuristi avrebbe potuto abiurare con semplici riscontri normativi e giurisprudenziali.  Condotta ufficialmente esecrata dal Consiglio di Stato.

Nel merito della risposta alla interrogazione parlamentare ritiene valide le argomentazioni fornite?

Non è vero che l’Agenzia dell’Entrate è stata “costretta” a ricorrere agli affidamenti fiduciari in mancanza di valide alternative, atteso che vi erano ben due possibilità di coprire le vacanze in organico tra il personale dirigenziale. In primis il conferimento della qualifica dirigenziale a quanti provenivano dalle carriere direttive ordinarie (ex D.P.R. n. 748/72 e Legge n. 432/1981). In secundis conferire la qualifica dirigenziale ai soggetti dichiarai idonei non vincitori  all’esito delle due ultime tornate concorsuali bandite tra il 1997 ed il 1999. Graduatorie rimaste efficaci a tutto il 31.12.2011. Ragione quest’ultima per la quale, in modo coerente, sia il Governo che il Parlamento non aveva autorizzato l’Agenzia dell’Entrate all’indizione di nuovi concorsi, vista l’esistenza di centinaia di concorrenti già dichiarati idonei a rivestire la qualifica di dirigenti nell’alveo costituzione del concorso pubblico. In tale ottica alcuna delle risposte date dall’Agenzie dell’Entrate può ritenersi giuridicamente plausibile.

Che cosa si sente di dire ai componenti del governo Letta ai quali compete intervenire in questa vicenda?

Prendano atto i Ministri interessati di intervenire con determinazione per risolvere definitivamente una deplorevole vicenda che da oltre un decennio ha procurato danni tra gli addetti ai lavori e nella opinione pubblica.

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