Direzione Pd, Martina: Di Maio-Salvini governino, noi minoranza

Si apre la direzione del Pd. Il presidente del Pd Matteo Orfini apre con la lettura della lettera di dimissioni di Matteo Renzi. “La segreteria si presenta dimissionaria a questo appuntamento. Ma io credo sia importante che continui a lavorare insieme a me in queste settimane che ci separano dall’Assemblea. Con il vostro contributo – ha detto il vicesegretario Dem Maurizio Martina – cercherò di guidare il partito nei delicati passaggi interni e istituzionali a cui sarà chiamato. Lo farò con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso. Chiedo unità”. 

“Alle forze che hanno vinto diciamo – ha sottolineato – una cosa sola: ora non avete più alibi. Ora il tempo della propaganda è finito. Lo dico in particolare a Lega e Cinque Stelle: i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo. Cari Di Maio e Salvini prendetevi le vostre responsabilità”.

“Io – scrive Renzi nella Enews a poche ore dalla riunione – non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri”. “Abbiamo perso una battaglia, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto”, aggiunge: “Grazie per questi bellissimi anni di lavoro insieme. Il futuro prima o poi torna”.

Il segretario, che, come confermano diverse fonti, non parteciperà, ha parlato in una intervista al Corriere ribadendo il no ad alleanze con “estremisti”. “La linea politica” sul governo “mi sembra chiara e peraltro molto condivisa dalla stragrande maggioranza di voi. Basta vedere le vostre numerosissime email”. Renzi rinvia alla sua intervista al Corriere della sera in cui ribadisce la linea dell’opposizione. 

“La Direzione non può essere un processo al segretario ma un’occasione di analisi per far ripartire il Pd”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella.

Orfini è un artista nel cambiare le regole a seconda delle opportunità di vittoria che ha la sua parte, siccome la sua parte ora ha possibilità di vittoria più contenute rispetto alle precedenti primarie, probabilmente ora vuole cambiare le regole, ma io penso sia impossibile, nel Pd, fare a meno delle primarie, anche perché il nuovo segretario deve avere la stessa legittimazione del segretario uscente: sarebbe un segretario di serie B se eletto in modo diverso”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, entrando nella sede del Pd per la direzione del partito. “Una mia ricandidatura? Ci devo pensare ancora”, aggiunge.

Ora servono “collegialità e discontinuità” nella guida del Partito democratico. È la linea che emerge al termine di una riunione dell’area Orlando, che si è svolta alla Camera per fare il punto in vista della riunione della direzione. Dall’area di minoranza è emerso anche un richiamo alla necessità di svolgere un dibattito oggi in direzione: in ambienti della maggioranza si ipotizzava di chiudere la riunione dopo la relazione di Maurizio Martina, ma aprire una discussione dopo aver ascoltato il vicesegretario – sottolineano gli orlandiani – “è doveroso”.

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