Diminuiscono le nozze, aumentano le unioni more uxorio

di | 13 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

SposiIn 40 anni, dal 1972 al 2012, in valore assoluto i matrimoni in Italia sono passati da quasi 392mila di allora a 174.583 dello scorso anno. Le prime nozze sono sempre più rare e tardive, pur risultando la quota più rilevante del totale delle celebrazioni (il 93,5% nel 1972 e l’84,3% nel 2012). Lo rivela l’Istat.

La progressiva diffusione delle unioni di fatto sembra essere la spiegazione della minore propensione a sancire con il vincolo matrimoniale la prima unione. Le unioni di fatto sono passate dal circa mezzo milione del 2007 ad oltre il milione nel 2011-2012. Le convivenze ‘more uxorio’ tra partner celibi e nubili ad aver fatto registrare l’incremento più sostenuto (594mila nel 2011-2012). Nel 2012 oltre un nato su 4 ha genitori non coniugati.

Per quanto riguarda l’aspetto patrimoniale gli sposi preferiscono la separazione dei beni. Si tratta di un fenomeno in rapida crescita. Nel 2012 l’incidenza dei matrimoni in regime di separazione dei beni è stata pari al 68,9%. Ma c’è di più. Dopo anni di forti differenze territoriali caratterizzate da una maggiore prevalenza della separazione dei beni al Centro-Nord, nel 2012 è proprio nel Mezzogiorno che questa scelta raggiunge livelli di incidenza superiore al dato medio nazionale.

Gli esperti fanno notare, considerando la distribuzione per livello di istruzione degli sposi rispetto alla scelta del regime di separazione dei beni come, passando dal livello più basso a quello più elevato aumenti la quota di coloro che propendono per questa opzione: si passa dal 66% degli sposi con titolo basso (65% delle spose) al 70% degli sposi con titolo medio (69% delle spose) per arrivare, infine, al 71% per entrambi gli sposi con titolo alto.

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