Di Prato (Unione popolare): “L’Italicum è un Porcellum bis inaccettabile”:

di | 10 marzo 2014 | politica | 0 commenti

maria di prato“L’Italicum è un Porcellum bis inaccettabile”: serve una legge elettorale che operi secondo i criteri meritocratici e non oligarchici. A parlare è Maria Di Prato, segretario nazionale del Movimento Unione popolare, l’organizzazione che, in tempi non sospetti, ha lanciato una grande mobilitazione contro i privilegi della Casta e per l’affermazione del merito e si è battuta a viso aperto per l’abrogazione della legge elettorale pro nominati, molto prima che i giudici della Consulta si rendessero conto della sua contrarietà alla Carta del 1948 e lo dichiarassero incostituzionale.

Segretario, come giudica i primi passi del governo Renzi?

Sogno una Repubblica che si fondi sul merito. Merito inteso come valore dell’individuo, che in base al suo talento e alle sue qualità raggiunge il traguardo. Le sembra un governo scelto in base al merito? Oppure trattasi di una ennesima cooptazione. Renzi se avesse voluto imporre una vera rivoluzione nel Paese, doveva partire da quella meritocratica.

Voi di Unione popolare che idea vi siete fatti del cosidetto “Italicum”?

L’Italicum è un Porcellum bis inaccettabile sia perché mortifica le minoranze che con uno sbarramento così alto non saranno in grado di competere, sia perché impone ancora una volta la cooptazione e quindi la mortificazione del merito e dell’equità.

Quale è stata la vostra reazione alla ennesima bocciatura delle preferenze con un voto a scrutinio segreto?

Le preferenze hanno senso se i partiti cambiano e fanno crescere una classe dirigente degna di questo nome. Altrimenti sono un’ennesima arma in mano a pochi.

Polemiche continue, espulsioni: cosa sta succedendo in casa dei grillini?

Il “tutti a casa” di Grillo ha entusiasmato una grossa fetta di elettorato, ma anche li, si è cascati nella scelta di una classe dirigente non pronta a incidere per il cambiamento vero del Paese, sia per inesperienza, sia perché molto eterogenea.

A suo giudizio si faranno o no le riforme?

Bella domanda! Bisogna capirsi su cosa intendiamo per riforme. Se Renzi inserisce nel governo degli indagati, mi domando come gestirà la riforma sulla questione morale nel nostro Paese. Ed ancora se la riforma fiscale si limita ad un abbuono di dieci miliardi per le imprese che tradotto vuol dire 100 euro di risparmio per azienda, comprende che non possiamo parlare di scelta riformatrice. Ed infine se non taglia come ha promesso di un miliardo i costi della politica e non abolisce il Senato, non si può certo parlare di riforma delle istituzioni e dell’apparato. Ecco su questi punti Renzi deve fornire risposte altrimenti che si vada al voto ma con una legge elettorale secondo i criteri meritocratici e non oligarchici.

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