Di Prato (Unione Popolare): l’Italia ha bisogno di riforme serie e di una guida autorevole

di | 19 agosto 2013 | politica | Commenti disabilitati su Di Prato (Unione Popolare): l’Italia ha bisogno di riforme serie e di una guida autorevole

Maria Di Prato“Dove sono le riforme, a cominciare da quella elettorale, che il governo delle larghe intese avrebbe dovuto fare?”. La coordinatrice nazionale del Movimento “Unione popolare”, Maria Di Prato non fa sconti a Letta e company.

Cosa pensa dell’intervento del presidente del Consiglio al Meeting di Rimini? La difesa a oltranza dell’esecutivo delle larghe intese porterà a qualcosa di buono?

Stupisce che siano trascorsi quattro mesi dall’insediamento del governo delle larghe intese, senza che le riforme radicali e indispensabili che avrebbero dovuto essere varate siano state fatte. Mi riferisco alla legge elettorale, ma non solo a quella. È evidente che, se si va avanti su questa strada, non si arriverà a nulla di concreto.

Le polemiche sul caso Berlusconi quanto pensano sulla sorte del governo?

Non entro nel merito della vicenda giudiziaria che ha come protagonista, suo malgrado, l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Non conosco gli atti e non posso giudicare sulla base di sensazioni. L’unico dato certo è che la sua vicenda personale non può diventare un alibi per non fare le cose. Il tirare a campare non serve a nulla.

Meglio le urne?

Niente affatto. Lo scioglimento delle Camere e la convocazione dei comizi elettorali sarebbero deleteri. Restando in piedi il Porcellum, infatti, ci troveremmo di fronte ad un quadro politico analogo a quello attuale. Si profilerebbe l’ennesima situazione di stallo.  L’Italia ha bisogno di una guida responsabile,  salda ed autorevole, per affrontare il momento attuale che è uno dei più difficili della sua storia. Per dirla altrimenti, siamo già alla frutta. Le urne farebbero ci farebbero precipitare ulteriormente nel caos.

Il movimento di cui è coordinatrice nazionale ha mosso i primi passi nello scenario politico con una mobilitazione anti-casta e per il merito. Ha ancora senso un impegno in questa direzione oggi?

L’Italia è oggi un Paese povero, stanco, svilito. Siamo nati per dare una risposta, dal basso, ai problemi che lo affliggono. Le nostre battaglie sono, oggi, più che mai attuali. E non rinunciamo a portarle avanti. Del resto ci siamo mobilitati per primi per l’abrogazione del Porcellum raccogliendo le firme con i nostri banchetti, quando le forze politiche erano ancora immerse  nel loro “torpore”. Senza contare il fatto che la bussola della nostra azione politica resta sempre la valorizzazione del merito. 

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