Di Pietro-Cincinnato pronto a lasciare l’aratro per l’Europa

di | 21 ottobre 2013 | in evidenza | 0 commenti

di-pietroNon lo dice apertamente, ma, in fondo, l’ex pubblico ministero Antonio Di Pietro, si sente un po’ come Lucio Quinzio Cincinnato; ma all’incontrario. Quest’ultimo, entrato nella leggenda, non ebbe la benché minima esitazione nel restituire, con una mano, i fasci, simbolo del potere di Roma e, con l’altra, si tenne stretto l’aratro, avendo deciso di tornare semplice cittadino ed agricoltore dopo aver indossato il mantello di dittatore per salvare la città. Tonino ha fatto il percorso inverso.

Dopo la solenne bocciatura alle politiche (per via del fatale sostegno al progetto politico di Antonio Ingroia, altro ex magistrato) che ne ha sancito il ritorno a casa, si è preso un un periodo di riposo in campagna rimettendo in piedi l’azienda agricola del padre. Ma adesso, udite udite, è pronto a tornare in campo per il bene dell’Italia. Lo ha annunciato il diretto interessato a Radio 24: ”Alle prossime europee torno, con il nome dell’Italia dei Valori”.

“Ho appena finito la vendemmia – dice il protagonista della stagione di “Mani pulite” – poi farò l’olio, ho gli animali. Ma il problema è che devo vendere a prezzi troppo bassi. Per esempio l’olio a 4,7 euro al chilo e non conviene per via del sistema della distribuzione: bisogna cambiarlo”.

Di Pietro, però, non si ferma e indugia nell’analisi del momento politico: “È finito – dice – il tempo di Berlusconi, di Bossi, di Di Pietro, dell’uomo al comando. Oggi dobbiamo dare spazio ai giovani. Chi ha un po’ di esperienza nel suo campo può dare una mano: io avendo fatto il magistrato c’azzecco sulla giustizia, oppure su cosa vuol dire rilanciare la piccola e media impresa per quanto riguarda l’agricoltura e gli agriturismo. Ma dobbiamo metterci al servizio. Non pensare di prendere voti perché siamo belli. Capito Matteo?”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.