Democrazia, famiglia, politica e etica guardano al Paese reale?

di | 24 ottobre 2013 | editoria | 0 commenti

di Franco Previte*

imagesIl senso più concreto dell’esercizio della democrazia avviene quando vengono eliminate quelle reali disparità che rendono giustizia, quindi bisogna dire viva la libertà! Ma ci domandiamo oggi 2013: ma si guarda o meno, al Paese reale tenendo presente le basi dell’Ordinamento Costituzionale? Vogliamo esaminare, in breve, questo “angolo” dove “ la Repubblica riconosce i diritti della famiglia (art.29) e quello dove “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto” ( art. 32).
Da qualche tempo assistiamo al ricorrere della parola “famiglia”, dove tutti vogliono difendere a parole o con pseudo interventi a sostegno, ma tutti hanno notato il grande silenzio e disinteresse nel non richiedere, fra altri, quei provvedimenti sulle famiglie dove insistono i diversamente abili, che non necessitano di parole consolatrici, ma di interventi al alta protezione sociale .
È famiglia : quella che continua a mantenere oltre che la promessa di fedeltà dei coniugi, che si fa carico dei figli, che aiuta i propri genitori anziani, è anche famiglia quella dove vengono curati i propri membri disabili e dove gravano i problemi più scottanti e più difficili quali principalmente: a) il dopodinoi, ossia l’assistenza ai figli disabili dopo la morte dei genitori, il deterioramento del potere di acquisto quotidiano, non certo salvabile mediamente con euro 275,87 importo mensile dell’assegno di assistenza, collegato con gli indicatori dell’inflazione costo-vita.
Purtroppo la famiglia nel suo insieme, oggi, è una risorsa ignorata dalla società, ma le Istituzioni devono far riemergere il ruolo fondamentale che ha nella comunità per il bene comune.
Alle Istituzioni ed agli uomini di buona volontà occorre dare una straordinaria e forte testimonianza del valore della famiglia, dimostrando di “capire” una realtà viva, vitale, con la capacità di “mobilitarsi” nel richiedere e dare il riconoscimento che compete ad una identità culturale e sociale della crescita individuale dei suoi componenti, nelle diverse espressioni e nel valorizzare all’unisono la loro dignità.
L’etica, ramo della filosofia più acuta, è un modus vivendi, che impone un comportamento giusto e moralmente lecito, rispetto a quelli, a volte, moralmente inappropriati.
Quante sopraffazioni, quante truffe, quante beffe, quante furbizie, quante corruzioni, concussioni, illegalità, immoralità e via dicendo sono in atto ed in netto contrasto con quei principi di cui sopra!
La solidarietà sociale è dovuta all’influsso di idee filosofiche e dottrinali di uguaglianza e libertà, soprattutto a quella immensa “rivoluzione” storica che è stato il cristianesimo perché si diffonda nel mondo l’idea di una fraternità universale, di una solidarietà sincera, di una comune appartenenza alla famiglia dei figli del Creatore.
Ho sempre ammirato il Cardinale Dionigi Tettamanzi, a parte la stima e la sincera amicizia, per il grande coraggio e senza tema di smentita che “la difesa effettiva dei diritti dei deboli”, ha sempre sostenuto “non sono diritti deboli ! “
Sui temi più scottanti della nostra epoca non si riesce, malgrado confortanti e lodevoli iniziative solidaristiche, ad organizzare l’utilizzo del nostro tempo per la gestione dei rapporti con altri favorendo la tendenza a rinchiuderci neiprivilegi piuttosto che in una armonica intesa verso il bene comune, e “non essere cristiani di vetrina” ( Papa Francesco 12 ottobre 2013 )-
Ecco, questa parola, bene comune, é “usata” largamente in questo periodo d’instabilità di smarrimento d’incredulità, “abusata” a volte impropriamente, “adoperata” dai falsi moralisti, ma tutto non ci deve indurre nella sfiducia, nonostante si respiri un’aria greve e carica di veleni che irradiano un deserto di solitudine e di povertà interiore.
Allora è necessario, al di là del sentimento personalistico, spezzare queste catene di odio, questi inutili pregiudizi, queste pseudo illazioni di solidarietà ora da una parte ora d’altra, ma “spalancare le porte al Divino Messaggio” osservanti delle leggi e diffondere solidarietà, in una parola bisogna saper morire al proprio egoismo per rinascere alla vita dell’amore solidale.
L’efficacia di questa parola, bene comune, deve andare oltre i confini dei valori morali e deve coinvolgere non solo la politica in genere, ma direi soprattutto chi risponde al nome di cristiano! E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° Andiamo avanti con speranza !”.
*presidente dell’associazione “Cristiani per servire”

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