Daniel il Matto. Un personaggio senza confini

di | 30 gennaio 2014 | Museum | 0 commenti

di Cinzia Giorgio*

coperta“Non potevo fermarmi. Dovevo scrivere, narrare, testimoniare. Lo dovevo a Daniel il Matto, alla sua Rachele e a tutti quegli ebrei che avevano vissuto soggiogati per secoli, sopportando ogni sopruso. Dovevo fare emergere la lezione di tolleranza, fermezza e dignità che le loro sofferenze avevano impartito al mondo.” Daniel il Matto (Edizioni Opposto, dicembre 2013) Mario Pacifici, l’autore di Daniel il Matto, ci regala pagine che resteranno nella memoria, destinate a entrare nell’immaginario collettivo. Pacifici appartiene a quella generazione di ebrei romani che si è formata negli anni immediatamente successivi alla tragedia della Shoah. Nel 2008 ha vinto il concorso indetto dal Festival della Letteratura Ebraica con un racconto sulle leggi razziali viste con gli occhi di un bambino. La sua narrativa è spesso legata ai temi della sua gente e alla storia della sua comunità. Con le Edizioni Opposto ha pubblicato anche Una cosa da niente e altri racconti nel 2012.

Le vicende narrate si svolgono tra il marzo del 1776 e l’ottobre del 1783. Daniel Fornari è senza dubbio il miglior sofer – scriba – di Roma. È un artista e un erudito, refrattario alla disciplina. Nel ghetto è conosciuto come Daniel il Matto per le esuberanze del suo carattere. Ha una personalità preponderante, che lo porta a essere considerato il punto di riferimento di moltissime famiglie del ghetto. Risolve situazioni difficili, non ha paura di nessuno e affronta con coraggio qualsiasi questione, persino il confronto con Debora, la splendida ragazza che vorrebbero fargli prendere in moglie a cui però Daniel preferisce la sorella di lei, Rachele. Le sue opere sono ammirate e ricercate da Papa Pio VI (che lo chiama per decorare il suo studio con scene di “fratellanza”), da regine e nobili di tutta l’Europa della fine del Settecento.

La narrazione veloce, scorrevole e brillante ci trasporta con passo sicuro nella Roma del Settecento in un affresco inedito e carico di simboli, colori e tradizioni. Un indimenticabile carrellata di personaggi unici, che fanno della storia del sofer una narrazione senza tempo, perché “Daniel il Matto è lì che attende solo di essere rivelato al mondo” e il mondo potrà così scoprire di averlo sempre atteso.

*Scrittrice e saggista. Dottore di ricerche in letterature comparate.

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