Dalla Fondazione Migrantes l’unico Rapporto sull’emigrazione italiana nel mondo

di | 3 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Dalla Fondazione Migrantes l’unico Rapporto sull’emigrazione italiana nel mondo

emigrazionePer l’ottavo anno consecutivo (dal 2006) la Fondazione Migrantes ha presentato oggi il Rapporto Italiani nel Mondo 2013 (ed. Tau). Al centro del documento i migranti italiani di ieri e di oggi, coloro che possiedono la cittadinanza italiana e il passaporto italiano ma vivono fuori di confini nazionali, coloro che votano dall’estero, quelli che nascono all’estero da cittadini italiani, quelli che riacquistano la cittadinanza, coloro che si spostano per studio o formazione, coloro che vanno fuori dall’Italia per sfuggire alla disoccupazione o perché inseguono un sogno professionale.

Si parte dai numeri aggiornati per poi fermarsi ad argomenti vari e molteplici, come, ad esempio, lo sviluppo della lingua italiana nel mondo ed in particolare in paesi come il Camerun, la Cina, il Vietnam, la Crimea, i Paesi Bassi, l’Egitto, Haiti. C’è spazio anche per i grandi architetti italiani nel mondo; l’emigrazione italiana nel mondo proveniente dal Trentino, dall’Emilia Romagna, dal Lazio, da Lucca o da Palermo.

Il Rapporto si concentra anche  su figure della Chiesa del passato, legate alla mobilità italiana, descrivendole e attualizzandole, dando modo così al lettore di sentirne la modernità e la vitalità. Nel 2013 l’attenzione è posta su Santa Francesca Saveria Cabrini, una santa moderna e prima santa statunitense, per la capacità di contrastare la secolarizzazione tra gli emigranti, per uno stile nuovo di evangelizzazione in emigrazione, per la valorizzazione della comunicazione a tutela dei diritti dei migranti e contro ogni discriminazione, per la libertà nell’amministrazione dei beni a favore dei poveri emigranti, per la fedeltà alla Chiesa. E ancora la figura di Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, che ha iniziato il suo ministero negli anni Settanta tra gli emigranti italiani in Germania.

Attualmente sono 615 gli operatori specificatamente in servizio per gli italiani (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore, sacerdoti in pensione) presenti in 375 Missioni Cattoliche di Lingua Italiana distribuite in 41 nazioni nei 5 continenti. A questi si unisce il generale “mondo della missionarietà”: circa 10 mila operatori tra presbiteri, consacrati e consacrate, laici e laiche.

Secondo il Rapporto Italiani nel Mondo 2013, a gennaio di quest’anno i cittadini italiani iscritti all’Aire, residenti fuori dei confini nazionali sono 4.341.156, il 7,3% dei circa 60 milioni di italiani residenti in Italia. L’aumento, in valore assoluto, rispetto al 2012 è di 132.179 iscrizioni, pari a +3,1% e +5,5% rispetto al 2011.

Dall’Italia dunque non solo si emigra ancora, ma si registra un aumento nelle partenze che impone nuovi interrogativi e nuovi impegni. Ed è questo l’impegno culturale che la Fondazione Migrantes si è imposta soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi e dell’incremento numerico degli spostamenti che riguardano oggi migliaia di giovani, mediamente preparati o altamente qualificati, con qualifiche medio alte o privi di un titolo di studio.

Al volume – di oltre 500 pagine – hanno collaborato 50 autori con 40 contributi ed approfondimenti dall’Italia e dall’estero.

Nelle considerazioni generali poste in apertura del volume sono elencati i propositi del Rapporto Migrantes Italiani nel Mondo 2013: l’Attenzione ai giovani e alla loro mobilità. Decidere di emigrare oggi non deve essere un allarme sociale, ma una valida opportunità di crescita data soprattutto ai più giovani o, comunque, a quelle persone che vogliono percorrere strade diverse e mettere alla prova se stessi.

In occasione della presentazione il Capo dello Stato ha inviato al Direttore generale, monsignor Giancarlo Perego, un messaggio in cui esprime vivo apprezzamento agli organizzatori di questo incontro e agli autori del volume”. “Nel Rapporto – si legge nel messaggio – viene documentata con ricchezza di analisi e di dati statistici la situazione particolare dell’Italia come paese coinvolto nei flussi di mobilità in entrata e in uscita e cioè dal passato emigratorio alla più recente realtà di paese destinatario di immigrazione. Negli ultimi anni, caratterizzati da una grave crisi economica ed occupazionale, lasciano l’Italia per motivi di studio e di lavoro molti nostri concittadini, soprattutto giovani con alti livelli di istruzione e professionalità qualificata, diretti specialmente verso economie emergenti che offrono maggiori opportunità”. “Sono convinto – continua – che esperienze di arricchimento del percorso professionale e personale compiute all’estero siano importanti soprattutto per le giovani generazioni. Deve naturalmente trattarsi di una scelta e non di un obbligo ed è comunque auspicabile prevedere la possibilità di un pieno reinserimento in Italia che valorizzi tali esperienze a beneficio del nostro sistema produttivo e del mondo della ricerca”.

“L’attenzione che va data al fenomeno degli italiani all’estero – conclude il Presidente della Repubblica – non deve però farci dimenticare che l’Italia continua ad essere paese di destinazione e di transito di nuovi migranti e soprattutto di profughi che provengono dalle varie aree di crisi. La tragedia di Ragusa con 13 morti vittime di criminali scafisti scuote le nostre coscienze e impone a noi tutti di porre in essere le misure necessarie per evitare il ripetersi di queste tragedie. Il drammatico crescere di fenomeni di fuga da paesi in guerra e da regimi oppressivi ci obbliga ad affrontare specificamente con assai maggiore sensibilità i problemi di una politica dell’asilo”.

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