Dal 2014 sportello anti-usura in ogni municipio di Roma

di | 14 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

Marta-LeonoriA partire dal 2014 uno sportello anti-usura sarà attivo in ogni Municipio. Un Ufficio centrale coordinerà gli sportelli. Il tutto nell’ottica della collaborazione sia da parte delle amministrazioni che degli istituti di credito. L’annuncio è stato fatto dall’assessore Marta Leonori nel convegno di stamani in Campidoglio “Usura, strategie e mezzi per combatterla”, organizzato dalla Presidenza dell’Assemblea capitolina. “L’amministrazione – ha affermato l’esponente della giunta Marino – propone un progetto di prevenzione, dobbiamo stare attenti, parlare del tema in scuole e università. È importante anche aiutare le imprese dei giovani, finanziando start-up. Inoltre vogliamo distribuire dei vademecum nei quartieri per spiegare ai cittadini i rischi dell’usura e far sì che non cadano in trappola”.

Per il primo cittadino “il problema del sovraindebitamento e dell’usura è  una piaga sempre più diffusa a causa della crisi economica. Chi non riceve credito dalle fonti ufficiali si è rivolto al mondo criminale. La crescita del fenomeno nel Lazio nell’ultimo anno è del 158%. Tra chi si rivolge agli strozzini ci sono sempre piu’ giovani. Voglio ricordare le vittime di usura: è del mese scorso la storia dell’agente di commercio suicida nel Tevere perché angustiato dagli strozzini. Insieme alla regione vogliamo lavorare per dare una speranza ai giovani, impegnarci perché Roma torni ad avere un alto livello di qualità della vita e che la legalità ne sia la base”.

Il convegno ha visto la partecipazione di illustri ospiti, assessori e consiglieri di Roma e della regione Lazio, il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, Luciano Violante, già presidente della Camera, il procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma, Luigi Ciampoli, il procuratore aggiunto Franco Ionta fra gli altri. Dal canto suo, Marcello Cozzi, presidente della Fondazione Libera, ha sottolineato che “per parlare di prevenzione si deve tirare in ballo anche lo Stato. Non é possibile che si guadagni denaro dal gioco d’azzardo e ci si scagli contro l’usura. Si deve parlare del modello di welfare, di Equitalia, del ruolo degli istituti di credito e di modelli culturali. Non è poi ammissibile che i processi per usura finiscano sempre in prescrizione. Ci vuole infine certezza della pena: non è facile denunciare uno strozzino e in certi territori, dove si respira l’usura come business di mafia, lo è ancora meno se poi ci ritroviamo il nostro aguzzino davanti”.

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