Crollo delle vendite, l’allarme di commercianti e consumatori

di | 24 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

potere acquistoLe vendite al dettaglio a novembre erano ferme, lo certifica l’Istat. Secondo Confcommercio “i modesti segnali di miglioramento che si avvertono sul versante produttivo non hanno ancora prodotto effetti tangibili sulla domanda per consumi. Al netto della componente inflazionistica, infatti, la tendenza della domanda relativa ai beni è ancora in ridimensionamento con un calo dello 0,2% rispetto ad ottobre e -3,4% nella media dei primi 11 mesi del 2013”.
“Al momento – spiega l’associazione dei commercianti – solo le imprese di più grande dimensione sembrano beneficiare dell’attenuarsi della crisi della domanda che, tra la fine del 2010 e il terzo trimestre del 2013, ha portato ad una contrazione dei volumi di beni e servizi acquistati dalle famiglie del 7,8 per cento. È, dunque, evidente – conclude Confcommercio – che per sostenere e rivitalizzare la fiducia delle famiglie, ancora in calo a dicembre 2013, occorre un progetto concreto e realizzabile di riduzione del carico fiscale il cui attuale livello è incompatibile con qualsiasi prospettiva di ripresa”.
Dal canto loro, Federconsumatori e Adusbef fanno presente che “il potere di acquisto delle famiglie in caduta libera continua a riportare effetti deleteri sull’intero sistema economico: dalla caduta dei consumi all’aumento di disoccupazione e cassa integrazione. Dati ancora sottostimati rispetto a quanto rilevato dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori che, dopo la caduta dei consumi del -4,7% nel 2012 e quella del -3,4% nel 2013, prevede nel 2014 un’ulteriore frenata del -1,1%. Nell’ultimo triennio, cosi’, la contrazione dei consumi delle famiglie toccherà quota -9,2%. Una diminuzione impressionante, che equivale ad una caduta della spesa di queste ultime di circa 65,4 miliardi di euro”.
“Non ci sono più scuse per rimandare un intervento mirato al rilancio immediato del potere di acquisto delle famiglie e dell’occupazione, in particolar modo quella giovanile – dichiarano i presidenti delle due associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti -. Bisogna vincolare a tale scopo tutti i ricavi derivanti da tagli a sprechi, inefficienze e privilegi, nonché quelli scaturiti da una seria e attenta lotta alla evasione fiscale, soprattutto alla luce dei dati gravissimi diffusi ieri dalla Guardia di finanza. In tal senso ci aspettiamo un’intensificazione dei controlli ed una chiusura rapida dell’accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali esportati illegittimamente, che in nessun modo dovrà assumere le sfumature di un condono”.

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