Crolla la fiducia nelle Istituzioni, si salvano soltanto i Carabinieri

di | 30 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

VEDUTA AULA  CAMERA DEI DEPUTATI PARLAMENTO MONTECITORIOCittadini e Istituzioni sempre più lontani. Secondo il tradizionale Rapporto Italia dell’Eurispes esiste uno scollamento tra i cittadini e le Istituzioni, che si manifesta attraverso un grado di sfiducia diffuso e generalizzato. In sette casi su dieci (70,6%) gli italiani indicano che la propria fiducia nelle istituzioni è diminuita.
Tra le singole istituzioni considerate si salvano con fatica, mantenendo i risultati dell’anno precedente e non superando comunque il 50% dei consensi, il presidente della Repubblica (44,2%) e la magistratura (41,4%). Malissimo la politica: governo e Parlamento raccolgono solo il 16% dei consensi.
Resistono come punto di riferimento le forze dell’ordine e di sicurezza raccogliendo largo consenso: arma dei Carabinieri (76,3%), Marina militare (67,7%), Aeronautica militare (65,2%), Corpo forestale (62,6%), Polizia di stato (61,8%), Esercito (59,3%), Guardia di finanza (58,8%). In salita nei consensi la Chiesa (+12,4%) e la scuola che arriva al 53,6%. Le associazioni di volontariato rimangono le più apprezzate (74,5%).
Il rapporto dei cittadini con le Istituzioni chiamate a rappresentarli, tutelarli e guidarli si è sfaldato con un peggioramento costante nell’arco di dieci anni (2004-2014). Un numero più elevato di sfiduciati è tra gli over 65 (77,5%) e, allo stesso tempo, un aumento del dissenso tra i 18-24enni (74,3%; nel 2013 erano il 66,9%). In linea con i risultati della precedente indagine, le aree del Paese che più soffrono il distacco dalle Istituzioni sono le Isole dove l’84,7% (+11 rispetto al 2013) degli abitanti manifesta un calo della fiducia e il Centro (79%).
Le variabili legate al lavoro rendono la fotografia di una sfiducia generalizzata ma anche particolarmente esacerbata proprio tra coloro che si trovano senza impiego o perché in cerca di nuova occupazione (80%) o perché (e soprattutto) devono fare ancora il proprio ingresso nel mondo del lavoro e sono in cerca di un impiego (92%). Seguono a breve distanza i pensionati che in circa due casi su tre (74%) dichiarano la loro disaffezione.
Altro dato allarmante, tra il campione intervistato, quanti non si riconoscono in nessuna area politica rappresentano il 36,1%; a questi si aggiungono coloro che non hanno saputo o non hanno voluto rispondere in merito a quale sia la propria area politica di riferimento (12,4%). Quasi la metà del Paese quindi non sembra non avere un chiaro orientamento politico e non si sente rappresentata dai diversi schieramenti.
Tornando alla politica, il dato più preoccupante – segnala il Rapporto – e’ che governo e Parlamento, benché emanazione e proiezione del voto degli italiani, vivono più di tutte le altre Istituzioni il peso di una sfiducia radicata e diffusa tanto da raccogliere la disaffezione di quattro cittadini su cinque.
Aumentano i consensi e l’apprezzamento dei cittadini nei confronti delle associazioni di imprenditori, che fanno segnare quest’anno il miglior risultato dal 2009 con il 39,1% di preferenze accordate quest’anno rispetto al 28,9% ottenuto nel 2013 (+10,2%). In salita anche la fiducia risposta nella scuola che, per la prima volta dal 2009, riesce ad oltrepassare il muro del 50% dei consensi attestandosi al 53,6%. Un discorso a parte va fatto per i partiti e i sindacati che, dal 2009 al 2014, subiscono un esorabile declino e una tendenza negativa verso il basso in tutto l’arco temporale considerato. I partiti (6,5%), peggio dei sindacati (19,2%), non trovano alcuna speranza di accreditarsi presso l’opinione pubblica come referenti affidabili.

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