Crisi, per il sociologo Bruschi “la classe politica è purtroppo lo specchio degli italiani”

di | 31 gennaio 2014 | Senza categoria | 0 commenti

Bruschi“L’attuale classe politica è lo specchio degli italiani, purtroppo”. È il parere di Alessandro Bruschi (nella foto), docente di Sociologia all’Università di Firenze, già presidente dell’Ais-Associazione italiana di sociologia, che abbiamo intervistato sulla crisi non solo economica del Paese.

Il Rapporto Eurispes conclama il crollo della fiducia nelle istituzioni da parte degli italiani. Quattro cittadini su cinque non si fidano minimamente di politica e partiti. Eppure, professore, proprio i cittadini hanno eletto chi ci governa…
Infatti è evidente che sebbene gli italiani critichino le élite politiche, queste élite sono lo specchio degli italiani, con gli stessi vizi e comportamenti. La difficoltà nel fare le riforme che servono al Paese ne è la conferma.

È possibile che la crisi economica, che si protrae ormai da anni, abbia esacerbato gli animi?
Certamente. Tuttavia il mondo politico ormai è da tempo sempre più desacralizzato. Con la crisi della prima repubblica, poi della seconda, si è inaugurata una stagione molto più aperta alla critica. In questo senso molto hanno contribuito i mezzi di informazione.

Ci spieghi meglio.
La stampa dà grande risalto agli scandali che coinvolgono i politici. In generale il cittadino è più informato. Prima invece l’opinione pubblica era organizzata dagli stessi partiti, dai sindacati. Anche i giornali erano palesemente schierati. Ormai queste cose sono saltate e l’individuo è solo. Purtroppo anche abbandonato a se stesso.

A suo avviso il Movimento 5 stelle ha intercettato questo malcontento?
Anche. Ma gli italiani delusi dalle istituzioni sono di più di quelli che hanno votato per il M5s. Renzi infatti sta cercando di recuperare voti di Grillo dimostrando che si può fare innovazione anche con la politica più tradizionale. Sta cercando di intercettare a sua volta il malcontento.

E Grillo?
Teme che gli sfugga di mano questa priorità della protesta. Ciò spiega i suoi ultimi giudizi, ancora più negativi.

Ma la situazione potrebbe degenerare?
Diciamo che quello che abbiamo visto in questi giorni in Parlamento dieci anni fa era impensabile. In questo senso i grillini hanno messo in luce con forza tanti aspetti negativi del sistema politico italiano, le illegalità e le ingiustizie. Ma non credo ci siano grossi pericoli dal punto di vista politico-istituzionale. La loro è una protesta disperata.

In che senso?
I grillini sono politicamente incapaci. Le loro sono proteste senza proposte. Non sono pericolosi proprio perché non “quagliano” in una strategia, in un programma politico. È un’occasione persa, che avrebbe potuto facilitare il percorso delle riforme.

Ma il senso di abbandono è dovuto anche alla negatività della classe politica?
Assolutamente sì, la responsabilità è della classe politica. Le poche riforme vengono fatte tagliando tutto fuorché i costi della politica. Ripeto: la classe politica è lo specchio degli italiani. Soprattutto nel male.

Servirebbe un recupero dei valori, un’azione moralizzatrice…
Gli interventi sulle culture delle persone sono difficilissimi. L’unica cosa che si può fare è promuovere la legalità, è riformare la pubblica amministrazione, tagliare gli sprechi. Questo sì.

Le fasce più deboli sono sempre più esposte. Lo Stato sociale latita. Certe volte sembra che non ci sia un impegno laico al pari del ruolo della Chiesa.
È verissimo: soltanto la Chiesa da un lato si occupa di difendere i valori e dall’altro fa grande attività di assistenza. Non sono un credente ma riconosco che al di fuori dello Stato, tantissime iniziative sociali vengono dalla Chiesa. E il mondo laico non è assolutamente all’altezza.

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