Crisi, Novatel anticipa la cassa integrazione ai dipendenti

di | 3 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

novatelCrisi occupazionale: da agosto la Novatel, azienda leader nel settore del contract manufacturing elettronico con sede a Frattamaggiore nell’hinterland nord di Napoli, sta anticipando la cassa integrazione ai dipendenti, consapevole delle difficoltà economiche che si trovano ad affrontare. Si tratta di un caso più unico che raro nel panorama imprenditoriale italiano. A spiegare il motivo di quella che è la soluzione meno dolorosa per i lavoratori, è Ciro Fico,legale rappresentante dell’azienda: “La decisione è stata presa per venire incontro alle esigenze dei dipendenti e delle loro famiglie in un momento socioeconomico molto complicato – afferma – in questi mesi Novatel ha dimostrato ampiamente la propria disponibilità a raggiungere un’intesa con le organizzazioni sindacali per cercare una soluzione che sia il più indolore possibile per tutti gli attori di questa vicenda”.

Leader nel settore del contract manufacturing elettronico, Novatel è specializzata in servizi ems, produzione, assemblaggio e testing schede elettroniche, collaudi di produzione, ingegnerie. La società, che nei settori di competenza è tra i primi 200 competitor europei, e fra i primi 4 in Italia, opera in diversi continenti, dall’America del Nord all’Africa e all’Asia. L’ultima riunione tra l’azienda e i sindacati si è conclusa con la firma del verbale di mancato accordo che è già stato trasmesso alla Regione Campania.

Si attende ora la convocazione di un incontro che dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni. “La riduzione del personale è una scelta forzata che può assicurare, a chi rimane, un futuro più roseo – continua Fico – nell’attuale situazione, ereditata dalla precedente proprietà, è indispensabile abbattere l’elevato costo della manodopera. Gli esuberi saranno mirati e riguarderanno i dipendenti con un non elevato profilo professionale, dotati comunque di una esperienza pluriennale nel settore dell’elettronica”. L’azienda conferma che sta attuando la “rotazione” dei lavoratori in cig, così come richiesto dalle organizzazioni sindacali, in attesa del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali da parte del Ministero del lavoro.

 

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