Crisi di governo, mercoledì Letta chiederà la fiducia

di | 30 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Crisi di governo, mercoledì Letta chiederà la fiducia

05/02/2011 Roma. Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Enrico Letta

Ore decisive per il governo Letta, in bilico dopo le dimissioni dei ministri del Popolo della libertà.

È “risolutivo”, secondo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il voto di fiducia che il premier si appresta a chiedere questo mercoledì. Il confronto parlamentare sulla crisi di governo comincerà al Senato e poi, nel pomeriggio, il dibattito passerà alla Camera dove alle 16 interverrà il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo che si è riunita a Montecitorio, con la partecipazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini.  Letta è fiducioso: fare chiarezza il prima possibile ma meglio dare un giorno in più al centrodestra, spaccato dopo la decisione del leader Silvio Berlusconi di accettare le dimissioni dei “suoi” ministri. Infatti, i numeri di una nuova maggioranza per dare vita a un Letta-bis si verificheranno solo in Aula. Intanto però nel Pdl è in atto un terremoto politico. Berlusconi punta al voto, ma i ministri dimissionari si dissociano da una deriva “estremista e radicale”. Dal Partito democratico, invece, il segretario Guglielmo Epifani spiega che è presto per i pronostici, ma dice “no a governi con transfughi che viva una vita stentata”.

Mentre è in corso il vertice del Pdl a Palazzo Grazioli, il quadro resta confuso. Di certo c’è che, come ha reso noto la presidenza del Consiglio dei ministri, le dimissioni dei ministri Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello sono irrevocabili. E si registra la prima conseguenza della crisi di governo: il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto legge Imu, che era previsto per oggi, slitta a giovedì alla stessa ora.

“Non ho intenzione di governare a tutti i costi”, chiarisce Letta a Che Tempo che fa. “Chiederò la fiducia non per tre giorni per poi ricominciare come prima, ma per andare avanti e applicare il programma. Se non c’è, tiro le conclusioni”, afferma. “Abbiamo valutato una situazione molto complicata e complessa, abbiamo deciso di andare in Parlamento al più presto. I ministri del Pdl hanno posto delle valutazioni e sento che in parlamento c’è incertezza. Per questo vado in Parlamento a chiarire. Non voglio essere un re travicello. Onestamente – fa presente il premier – ho perso il filo da un po’ di giorni delle vicende politiche e delle posizioni” del Popolo della libertà.

Dal canto loro, le parti sociali temono il peggio. Cgil, Cisl e Uil “esprimono la loro preoccupazione per la crisi istituzionale causata dall’irresponsabilità di chi vorrebbe anteporre interessi personali alle condizioni del Paese”. Serve, chiedono, “un vero governo del paese”. E preannunciano assemblee nei luoghi di lavoro, presidi, volantinaggio dai supermercati alle chiese. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, si augura che “tutta questa instabilità non porti a una precettazione da parte dell’Europa e a una gestione commissariale”.

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