Crisi di governo, domani Letta in Parlamento. Pdl a rischio scissione

di | 1 ottobre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Crisi di governo, domani Letta in Parlamento. Pdl a rischio scissione

ConsiglioOre delicate per le sorti del governo. Il presidente del Consiglio Enrico Letta si prepara a intervenire domani in Parlamento – in mattinata al Senato, dove il centrosinistra ha meno seggi, nel pomeriggio alla Camera – ma deciderà solo alla fine del dibattito se chiedere un voto di fiducia o salire al Colle per valutare il da farsi col presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Almeno questo è il quadro delineato da fonti del governo e del Pd, il partito del premier, che questa sera riunirà i propri gruppi parlamentari.
Il Partito democratico, per bocca del ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, ha già bocciato come “irricevibile” la proposta del leader del centrodestra Silvio Berlusconi di votare la Legge di stabilità e di andare poi ad elezioni. Il partito di maggioranza relativa ha anche chiarito che non vuole “governicchi”, dopo le dimissioni dei ministri del Pdl. Quindi il Pd non è a caccia dei voti di singoli dissidenti, anche del Movimento 5 Stelle o di Sel, perché non basterebbero a garantire stabilità all’esecutivo.
Il premier Enrico Letta, spiegano ancora le fonti, si aspetta dunque che domani, in Parlamento, si formalizzi la rottura esplicita tra i cosiddetti “falchi” e “colombe” del centrodestra, con la creazione di un gruppo autonomo che potrebbe essere guidato dallo stesso Angelino Alfano, segretario Pdl e vicepremier dimissionario.
“Se però gli interventi dei vari Quagliariello o Sacconi e degli altri dovessero essere flosci, allora Letta, alla fine del dibattito eviterebbe il voto di fiducia e salirebbe direttamente al Quirinale”, per illustrare la situazione al capo dello Stato, dice una fonte del governo. Franceschini, i capigruppo del Pd al Senato e alla Camera e lo stesso Letta sono in contatto costante con i dissidenti del Pdl, dice ancora la fonte.
Ma nel caso i tempi non fossero ancora maturi per uno showdown nel partito di Berlusconi – che ieri ha parlato all’assemblea dei suoi deputati ma non ha voluto aprire il dibattito – evitare il voto di fiducia domani consentirebbe ai dissidenti di guadagnare margini e a Letta di poter tentare di dare vita a un governo bis. Il premier, in questo frangente, godrebbe anche del sostegno del sindaco di Firenze e candidato segretario del Pd Matteo Renzi, che sarebbe d’accordo a sostenere il governo fino al 2015, dice la fonte governativa.
Non si placa intanto il terremoto in casa Pdl. Nuova giornata di incontri e vertici per Berlusconi a Palazzo Grazioli. Nella residenza romana dell’ex premier, infatti, sono presenti i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Brunetta e Schifani. Alla riunione prende parte anche il coordinatore del partito, Denis Verdini. Poco dopo mezzogiorno è arrivato anche il segretario del Pdl Angelino Alfano. Il vertice odierno segue quello che si è tenuto fino a tarda notte ieri, caratterizzato da nuove tensioni tra il Cavaliere e le “colombe”. E Fabrizio Cicchitto, ex capogruppo Pdl alla Camera, si augura che “dopo quello che è accaduto ieri, dopo che il mondo economico, il Ppe, le associazioni dei commercianti e i sindacati ci chiedono di rimanere al governo, mi auguro che correggiamo l’errore politico fatto ritirando i ministri e che andiamo avanti in modo che ci sia un governo. Mi auguro che lo faccia tutto il Pdl e il presidente Berlusconi”.

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