Crisi delle imprese, Squinzi: da Letta attendavamo altre risposte

di | 13 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

CONFINDUSTRIA: SQUINZI E BOMBASSEI, 2 CANDIDATI A CONFRONTOConfindustria lancia un nuovo appello alla politica e alle forze sociali: “Vogliamo rendere noto, per chi non l’avesse capito, che il disagio delle imprese ormai dura da più di cinque anni”. Così il presidente Giorgio Squinzi (nella foto) arrivando all’Unione industriale di Torino per partecipare all’iniziativa “Senza impresa non c’è ripresa”. “Direi che il titolo che è stato creato per questa manifestazione – ha aggiunto – sia la fotografia esatta di quello che deve essere il nostro futuro”.
Poi il numero uno degli industriali ha commentato il piano di rilancio del presidente del Consiglio, Enrico Letta, presentato ieri per convincere il segretario del Pd, Matteo Renzi, a lasciarlo ancora al suo posto. Quella di ieri del premier – ha detto Squinzi – “è una buona analisi ma non sono state date le risposte che ci attendevamo”. Interpellato quindi sulla possibile staffetta tra Letta e Renzi, il presidente di Confindustria ha risposto con un secco: “La politica non è compito nostro”.
“Siamo per far ripartire l’economia – ha aggiunto – e far sì che le imprese trovino di nuovo la possibilità di crescere e di creare lavoro e benessere per il Paese”.
Oltre seicento imprenditori torinesi questa mattina si sono riuniti all’Unione industriale di Torino “per unire forze, idee e energie e dare il via ad una nuova fase”. Licia Mattioli, presidente dell’ Unione Industriale di Torino ha invocato “una terapia d’urto” e “riforme strutturali” e ha presentato la “marcia digitale dei 40 mila”, cioè un sito nazionale, raggiungibile qui: www.ripresaeimpresa.it, che raccoglierà proposte e idee per uscire dalla recessione e che arriveranno da tutto mondo imprenditoriale del Paese.
“Interi settori sono in crisi e si rischia la desertificazione. E Torino non è messa meglio. Abbiamo perso 11 punti di Pil e le ore di cig sono aumentate. Le imprese, anche quelle che stanno andando bene, si trovano davanti un Paese che fa solo da zavorra” ha detto Mattioli, sottolineando che gli imprenditori per natura non sono “disfattisti, perché il nostro mestiere è scommettere sul futuro, ma non possamo chiudere gli occhi davanti alla crisi e ad una realtà economica che si fa di giorno in giorno sempre più insostenibile”.
“L’evento torinese, che voglio venga ricordato come una manifestazione di protesta, è stato organizzato per ritrovare l’orgoglio di fare impresa” ha concluso Mattioli.

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