Cosa resterà del “Mare nostrum”?

di | 12 dicembre 2013 | ambiente | 0 commenti

porto-di-napoliSi è tenuto alla Stazione Marittima di Napoli la conferenza “Cosa resterà del mare nostrum?”, promossa dal Direttore Marittimo della Campania Antonio Basile, in collaborazione con l’azienda EuroFish Napoli. In occasione dell’evento, che si è avvalso del patrocinio morale della Capitaneria di Porto, della Regione Campania, del Comune di Napoli e del Dipartimento di Agraria, è stato presentato il calendario 2014, dedicato ai temi della filiera dell’ittico. Non un semplice calendario, ma una vera e propria guida per gli operatori del settore al fine di poter trasferire corrette informazioni ai consumatori finali, per un acquisto responsabile e consapevole. Nel corso dell’incontro, tanti sono stati gli spunti e i momenti di riflessione sulla risorsa mare, sulle problematiche legate alla commercializzazione dei prodotti, la sostenibilità ambientale, l’etichettatura, la tracciabilità e la rintracciabilità del pescato.

L’iniziativa è stata inaugurata dai saluti dell’Assessore al Lavoro, Attività Produttive e Commercio del Comune di Napoli Enrico Panini, che ha sottolineato la necessità di una maggiore valorizzazione dei prodotti ittici locali come occasione di crescita e sviluppo del nostro territorio. Il Capitano di Vascello Aniello Cuomo che ha introdotto i lavori, ricordando l’importanza che il settore riveste nel sistema produttivo campano, ha auspicato che siano impegnate maggiori risorse per interventi strutturali nel comparto. Dopo un dettagliato excursus sulle norme legate alla commercializzazione dei prodotti ittici da parte del Capitano di Fregata Paolo Postiglione, si è passati alla disamina delle problematiche delle cooperative della pesca, rappresentate dal Vicepresidente Vicario Nazionale Unci Pesca, Gennaro Scognamiglio.

La tracciabilità e le difficoltà del reperimento del pescato locale che segue tali norme sono state invece, oggetto di approfondimento dell’ Amministratore del Gruppo Sire, Vincenzo Borrelli, mentre il Professor Paolo Masi, Direttore del Dipartimento di Agraria dell’ Università degli Studi Federico II, ha ricordato l’importante ruolo che la ricerca svolge nei processi di innovazione e trasferimento tecnologico nel settore dell’industria della pesca e dell’acquacoltura. A rappresentare la Regione Campania, il referente del Fondo Europeo della Pesca, Antonio Carotenuto, che dopo una breve panoramica sui finanziamenti del settore, ha evidenziato la necessità di mettere insieme tutti i protagonisti della filiera produttiva per arrivare a soluzioni quanto più condivise possibili.
Una proposta concreta per risolvere i problemi legati alla carenza dei punti di sbarco ed alle difficoltà nella loro realizzazione è arrivata infine, da Pietro Chiaro, operatore del settore ittico, il quale, dopo aver approfondito il modello spagnolo, ad oggi vero e proprio emblema di un perfetto utilizzo del comparto, ha chiesto a gran voce l’ impegno di tutti gli enti preposti alla risoluzione del problema, lanciando come valida alternativa, l’idea di “punti di sbarco mobili” per sopperire alla carenza di strutture adeguate nel nostro territorio. In chiusura, il Contrammiraglio Antonio Basile nel ringraziare Eurofish per l’ottima proposta progettuale, ha auspicato maggiore senso di responsabilità da parte di chi vende il pescato nei riguardi dei consumatori, favorendo tutte quelle iniziative idonee a garantire una maggiore consapevolezza di ciò che va a finire sulle tavole degli italiani.

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