Corruzione, Italia 69esima al mondo dietro Botswana e Lesotho

di | 3 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

corruzioneLa corruzione, flagello dell’Occidente e non solo. Ad aiutarci a capire il livello di disonestà e immoralità che dilaga nei governi e nelle istituzioni mondiali ci pensa “Transparency International” che ha analizzato 117 Paesi stilando una classifica che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico e politico.
A causa del rigore brutale e della crisi economica, il Paese più corrotto della Ue resta la Grecia, anche se va considerato che è salita dal 94esimo posto all’80esimo dell’anno precedente. A Peggiorare è invece la Spagna che, come riferisce il quotidiano on line Spiegel, a causa di una serie di scandali che hanno pesantemente coinvolto la famiglia reale e diversi politici del partito di governo, per non contare l’impatto della crisi economica nel Paese, è scivola giù di dieci posti piazzandosi in 40esima posizione.
L’Italia, come sempre, non si smentisce mai, e anche se migliora di tre posizioni (con un punteggio di 43 su 100) rispetto all’anno scorso (42 su 100) , si attesta al 69esimo posto rimanendo fra gli ultimi in Europa con lo stesso livello della Romania (43), seguita solo da Bulgaria (41) Grecia (40), e posizionandosi dietro a Stati come il Botswana, il Costarica e il Lesotho.
Secondo Maria Teresa Brassiolo, Presidente di Transparency International Italia, il risultato italiano è invece positivo. “Si sono compiuti molti sforzi strutturali per migliorare la trasparenza e l’integrità del settore pubblico, a partire dal decreto 150 (Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione), fino alla legge anticorruzione 190 ( testo con il quale il parlamento delegava il Governo italiano a redigere delle misure per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione, che poi sono confluite nel testo unico della legge Severino) e agli ultimi decreti sulla trasparenza e l’accesso civico. Il trend positivo è maggiormente visibile dai dati del Global Corruption Barometer 2013 che ci ha portati almeno a pari merito con Francia e Germania, in taluni segmenti anche meglio. Naturalmente dobbiamo proseguire lo sforzo, ma il messaggio pare recepito. Resta l’uso disinvolto e spesso incompetente delle risorse pubbliche che creano debito, tasse e rabbia”.
Di tutt’altra opinione è invecfe Finn Heinrich, esperto dell’organizzazione citato da Spiegel, il quale sottolinea che la corruzione resta un problema per un Paese avanzato, industrializzato e nonostante tutto ricco, come il nostro: la corruzione in Italia “è un chiaro problema, il Paese è al 69esimo posto che condivide con l’instabile Romania ancora depauperata da 50 anni del peggior tipo di comunismo da Gheorghiu-Dej al mostro Ceausescu, e con l’autoritario Kuwait.
Vita difficile per la disonestà, invece, nei Paesi del Nord Europa che raggiungono tutti le vette della classifica. Si tratta di Danimarca, Finlandia, Svezia e Norvegia, oltre alla Nuova Zelanda. Scendendo la classifica, troviamo l’Olanda all’ottavo posto e il Lussemburgo all’undicesimo. Bene anche la Germania in dodicesima posizione anche se perde un punto. Per quanto riguarda la Francia si attesta come l’anno scorso al 22esimo posto.
Tra i Paesi dove la situazione è sensibilmente peggiorata rispetto all’anno scorso sono Siria, Libia, Mali, Paesi investiti dalle guerre. Le ultime posizioni sono occupate, invece, da Afghanistan, Corea del Nord e Somalia (tutte con punteggio di 8 su 100).

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