Coppie gay, la Corte Ue sollecita il Governo italiano

di | 30 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

coppie gayLa lobby omosessuale continua la sua battaglia per il riconoscimento del matrimonio tra coppie dello stesso sesso. Tre ricorsi di altrettante unioni sono finiti sulle scrivanie dei giudici della Corte europea per i diritti umani.
Le toghe Ue, giudicando la questione non manifestamente infondata, hanno comunicato i fatti al nostro Governi, affinché Palazzo Chigi trasmetta, entro il 26 marzo prossimo, le proprie osservazioni alle quali dovranno replicare i ricorrenti.

Si tratta di due ricorsi riuniti attorno al primo depositato il 21 marzo 2011, (Oliari, dall’Italia). A seguito del rinvio da parte della Corte di appello di Trento alla Consulta, questa, pur riconoscendo il fondamentale diritto delle coppie omosessuali a vedere riconosciuta legalmente la loro unione, ha lanciato un monito al Parlamento italiano a disciplinare la materia, monito però disatteso. Secondo il legale dei ricorrenti, Alexander Schuster di Trento, difficilmente il Governo di Roma si avvarrà della facoltà di fare una proposta conciliativa: “È probabile che si giungerà forse nel 2015 ad una sentenza di condanna per l’Italia, Stato che, in compagnia di regimi come quello russo, fa parte di quella minoranza di Paesi europei che ancora si rifiuta di offrire anche il minimo riconoscimento a queste unioni di amore”.

Il punto è proprio questo. È necessario dare un riconoscimento ai diritti patrimoniali dei soggetti che compongono l’unione – i quali hanno diritto a non essere discriminati per le loro preferenze sessuali, come, peraltro, già sancito dall’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana – ma di qui a parlare di matrimonio ed a parificare tutto questo al consorzio familiare ce ne corre.

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