Coppie gay, Belletti: “Nessun inciucio sulla pelle delle famiglie”

di | 7 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

cartello“Qualcuno ha provato nuovamente a portare il Papa dalla parte delle coppie gay, qualcun altro tenta di dimostrare che, in fondo, famiglie e unioni civili pari sono. È il solito balletto delle parole in libertà”. A parlare è il professor Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari.

Chiaro il riferimento alla campagna che stanno conducendo alcuni organi di informazione. Sia chiaro le unioni di fatto, anche tra persone dello stesso sesso, vanno disciplinate con provvedimento normativi che chiariscano, una volta per tutte, i problemi di natura giuridico-patrimoniale che possono insorgere. Ma di qui a parlare di “famiglia” ce ne corre, dal momento che, in base alla legge natutale, è tale solo l’unione che si basa sul matrimonio tra un uomo e una donna che miri alla procreazione.

Ci ha pensato il cardinal Bagnasco a riportare al cuore della questione: “I bambini, che sono la vita e la società di domani, hanno bisogno di riferimenti concreti, cer­ti, sicuri. E soltanto il papà e la mamma, nella com­plementarietà dell’amore e nella radicale differenza sessuale, possono offrire in modo completo al bambino ed alla sua formazione inte­grale”. “Del resto – continua – questa attenzione ai bambini caratterizza anche la profetica intuizione dei padri costituenti, che sui “diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” sono riusciti a trovare un punto di convergenza valoriale, tuttora fissato dagli artt. 29, 30 e 31 della Costituzione”.

Secondo il presidente “si tratta di un “punto fermo” di cui la politica deve tener conto, in questo ritorno di fiamma della legge per unioni di fatto e famiglie gay. Tenere lo sguardo fisso all’essenziale servirebbe ad evitare strani inciuci nei quali scambiare poltrone con il futuro delle famiglie”. Nessun inciucio, dunque, in nome di una equiparazione che è destuita del benché minimo fondamento, giuridico ed etico: “Già una volta le famiglie italiane sono andate in piazza a farsi sentire, e a sfogliare i quotidiani di questi giorni, il ricordo del FamilyDay è ancora vivo in tutti. Per difendere il bene del Paese saremo dunque costretti a tornare sotto le finestre della politica?”. Secondo Belletti “il popolo cristia­no, e non solo, crede fermamente a questa esperienza incomparabile della famiglia co­me grembo della vita e luogo di educazione”. “Ce lo ricorda ancora il presidente della Cei – conclude il vertice del Forum – una famiglia che diventa responsabilità pubblica, impegno alla costruzione della civitas: una famiglia pienamente cittadina di questo Paese. Non si tratta di difendere una posizione ideologica o culturale: è in gioco la società e il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli”.

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