Coop sociali sul piede di guerra per fermare l’aumento dell’Iva sulle prestazioni socio-sanitarie ed educative erogate

di | 19 settembre 2013 | economia | Commenti disabilitati su Coop sociali sul piede di guerra per fermare l’aumento dell’Iva sulle prestazioni socio-sanitarie ed educative erogate

coop_socialiFermare l’aumento dell’Iva sulle prestazioni socio-sanitarie ed educative erogate dalle cooperative sociali per conto di Asl e Comuni. Questo l’obiettivo dell’incontro pubblico, promosso dall’Alleanza Cooperative Italiane Sociali, che si è svolto questa mattina a Roma. Se non dovesse essere scongiurato l’aumento dal 4% al 10% – ha evidenziato il presidente della Confcooperative, Maurizio Gardini – ci saranno dei pesanti contraccolpi sul welfare con 500.000 persone (minori, disabili e anziani non autosufficienti) senza servizi. Senza contare le ripercussioni dal punto di vista dell’occupazione dal momento che 43.000 persone perderebbero la proprie fonte di reddito”. Secondo il portavoce dell’Alleanza delle Cooperative, Giuseppe Guerini l’aumento comporterebbe un aggravio dei costi a carico dei comuni di 100 milioni, che comunque verrebbero riassorbiti nella partita di giro con lo Stato e 50 milioni per le famiglie dei soggetti più deboli. Infatti tra i servizi potenzialmente maggiormente penalizzati dai tagli ci sono quelli educativi per i minori, come gli asili e le attività di sostegno scolastico in particolare ai disabili.
Poi le prestazioni per i non autosufficienti, come l’assistenza domiciliare e le residenze protette. Inoltre saranno colpite tutte le cooperative attive nell’accoglienza di tossicodipendenti, tutti i centri diurni per disabili e i servizi di segretariato sociale per il disagio adulto e quello di minori a rischio. “Per evitare queste gravi ripercussioni sul welfare – sottolinea Guerini – basterebbe erogare 50 milioni di euro per evitare lo scatto dell’Iva”.
Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, in un passaggio del suo discorso al convegno su welfare e Iva ha sottolineato che “le richieste che arrivano, anche sull’Iva, non solo sono sensate e legittime, ma guardano al futuro”. “La coesione sociale è a rischio – ha aggiunto – anche se non abbiamo teorie della rivoluzione, che ci dicano matematicamente quando avviene il punto di rottura, non è detto che questo non possa arrivare”.
Giuliano Poletti, presidente Legacoop, dal canto suo, ha lanciato una provocazione: “Se passa, saremo contrari alla legge di stabilità, qualunque cosa contenga. Abbiamo detto in modo chiaro che questo tema sarà l’elemento che ci farà giudicare la legge di stabilità. Se lasciano l’Iva al 4 per cento, saremo favorevoli, altrimenti saremo contrari”.
Le speranze che il governo riveda l’aumento sono concrete. “Le parole del ministro Giovannini fanno sperare che una soluzione si possa trovare – ha affermato Giuseppe Guerini, portavoce Alleanza Cooperative Italiane Sociali – ma la situazione è molto complessa perché si intreccia con tutto quello che sta avvenendo sui temi della fiscalità e del lavoro nel nostro Paese”. “Un servizio viene meno, quando si deprime ulteriormente il comparto dell’assistenza e si lasciano sole le famiglie non possiamo che aspettarci ulteriori aggravamenti di questa situazione. Le cooperative rimangono, il problema è che si sfalda il sistema dei servizi”. A pesare, durante il convegno, è stata l’assenza del ministero dell’Economia. “Quello che un po’ ci dispiace è che i rappresentanti dell’economia oggi non c’erano – ha spiegato Paola Menetti, presidente di Legacoopsociali – ci è dispiaciuto, anche se spero che ci sia questo sostegno”. Per Menetti, l’aumento dell’Iva è frutto di scelte miopi: “La Commissione europea mandò una richiesta di chiarimenti al governo italiano, mandando la stessa richiesta a molti paesi aderenti dove si evidenziavano asimmetrie fra regimi fiscali e il regolamento dell’Unione europea. Il governo italiano ha scelto questa strada pensando di prendere due piccioni con una fava. Chiudere il dialogo con l’Europa e portare a casa 150 milioni. Tuttavia, noi pensiamo che sia ancora possibile aprire un confronto”.

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