Confartigianato, i ritardi della Pa costano 2,1 miliardi di oneri alle imprese

di | 31 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

ritardo-pagamenti-paIl Belpaese continua a collezionare primati. Negati, purtroppo. Anche nel 2013, la pubblica amministrazione italiana è stata la più lenta in Europa a pagare le imprese fornitrici di beni e servizi: con una media di 170 giorni ha superato di 109 giorni la media Ue di 61 giorni e di 140 il limite di 30 giorni imposto dal decreto di recepimento sui tempi di pagamento della Pa entrato in vigore il primo gennaio scorso.
Un record negativo al quale si somma un altro nostro pessimo primato in Europa: l’Italia ha il maggior debito commerciale della Pa verso le imprese, pari al 4% del pil nazionale. Lo rileva un Rapporto di Confartigianato, presentato dal presidente di Confartigianato Giorgio Merletti al vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani.
“Il nostro rapporto – sottolinea Merletti – dimostra che in Italia il malcostume dei ritardi di pagamento è duro a morire. I ‘cattivi pagatori’ tengono in ostaggio le imprese e rappresentano uno dei principali ostacoli alla ripresa economica. Chiediamo l’intervento della Commissione europea e del governo italiano perché i ritardi di pagamento sono un cappio al collo degli imprenditori, ne soffocano le capacità competitive e compromettono le opportunità di rilancio dello sviluppo per il nostro Paese”.
In termini economici il danno è ingente, a maggior ragione se si considera il quadro disperante della crisi. I ritardi di pagamento degli enti pubblici, si legge nel Rapporto di Confartigianato, sono costati alle imprese italiane 2,1 miliardi di euro di maggiori oneri finanziari: gli imprenditori sono costretti a chiedere prestiti in banca (che non sempre ottengono, purtroppo) per finanziare la carenza di liquidità derivante dalle fatture non saldate.
Come se non bastasse, burocrazia e lentezza del governo peggiorano ulteriormente la situazione. “Paradosso tutto italiano – prosegue Confartigianato – ai ritardi nei pagamenti si aggiungono i ritardi nell’applicazione dei decreti sblocca-debiti, varati dal governo ad aprile e ad agosto 2013 per accelerare i pagamenti alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni: al 22 gennaio 2014, infatti, risultano pagati 21.623 milioni, pari al 79,4% dei 27.219 milioni stanziati per il 2013. Le percentuali delle somme effettivamente erogate alle imprese rispetto alle risorse stanziate sono del 94,2% per i debiti dello Stato, scendono all’81,5% per i debiti di Regioni e Province autonome e al 70,2% per quelli di Province e Comuni”.
“La quota dei pagamenti effettuati – prosegue il rapporto – cala poi drasticamente per i debiti accumulati dal Servizio sanitario nazionale (Asl, Aziende ospedaliere, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, Gestione sanitaria accentrata)”. Secondo Confartigianato, al 22 gennaio 2014 sono stati pagati 6.690 milioni, pari al 18,1% dei 36.988 milioni di debiti accumulati dal Ssn nei confronti delle imprese fornitrici di beni e servizi.

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