Comuni, sì all’aumento della Tasi se legato alle detrazioni

di | 4 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

tasi-aliquotaI comuni potranno procedere all’aumento fino allo 0,8 per mille della Tasi ma ”purché siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità ad esse equiparate detrazioni o altre misure”, con effetti equivalenti a quelli sull’Imu. È quanto si legge nella bozza del decreto Salva Roma che contiene anche le misure sulla Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, come per esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale.
Pertanto, il comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tari e della Tasi, prevedendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla Tari e alla Tasi. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.
Nell’articolo 4 della bozza si legge poi che “sono esenti dalla Tasi, e anche dalla Tari, i circa 25 immobili della Santa Sede contenuti nell’accordo dei Patti Lateranensi” e non c’è altro riferimento sugli edifici della Chiesa. Ma nel testo, all’articolo successivo si stabilisce che presupposto della Tasi è “il possesso e la detenzione a qualsiasi titolo” di un immobile, di fatto lasciando aperta la questione.

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