Cna-Ipsos, la burocrazia è una tassa occulta da cinque miliardi l’anno

di | 8 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

burocraziaCome se non bastasse la pressione fiscale, la burocrazia costa cinque miliardi di di euro all’anno ad artigiani e Pmi. Una gigantesca tassa nascosta. Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per conto della Cna-Confederazione nazionale dell’artigianato, in un anno la “macchina della burocrazia” brucia 47 giorni di lavoro (cioè due mesi) di ogni imprenditore e consuma 28 giorni dei suoi dipendenti. Totale: 11 mila euro per impresa, oltre la metà dell’Imu pagata dalle stesse imprese (che è di nove miliardi all’anno). Una cifra, afferma la Cna, alla quale vanno aggiunti i costi per gli specialisti e i consulenti esterni.
Il fisco rappresenta l’area da cui gli imprenditori si sentono maggiormente oppressi, soprattutto se operano nel settore dei servizi e se hanno pochi dipendenti. La quasi totalità delle imprese (il 95%) ha bisogno di ricorrere a consulenti esterni per fare fronte agli adempimenti fiscali.
La burocrazia che riguarda l’area “Ambiente e sicurezza” investe solo una quota ridotta di imprese, in primis quelle che hanno a che fare con rifiuti pericolosi e, in seconda battuta, quelle che lavorano nei cantieri, ma appare comunque molto complessa. Il ricorso al supporto esterno e’ richiesto da oltre il settanta percento (73%) delle imprese chiamate a assolvere questi adempimenti.
Il fisco è la materia nella quale maggiormente è richiesta la consulenza esterna poiché ritenuta l’area più complessa (da circa 900 mila imprese pari al 64% del totale). Al secondo posto, in termini di complessità, ci sono gli adempimenti in materia di ambiente e sicurezza ritenuti particolarmente ostici da una impresa su tre. Solo gli adempimenti relativi al lavoro vengono indicati come particolarmente complessi da una quota esigua di imprenditori (l’8% del totale).
Per il 72% delle imprese l’aspetto meno accettabile della burocrazia sono i costi da sostenere per assolvere alle pratiche. Una quota quasi identica (il 68% del totale) mette sotto accusa la perdita di tempo derivante dall’assolvimento delle pratiche burocratiche.

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