Claudio Abbado, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Elena Cattaneo nominati senatori a vita da Napolitano

di | 30 agosto 2013 | politica | Commenti disabilitati su Claudio Abbado, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Elena Cattaneo nominati senatori a vita da Napolitano

Presidente_NapolitanoIl Capo dello Stato ha nominato quattro nuovi senatori a vita: il direttore d’orchestra Claudio Abbado, l’architetto Renzo Piano, il fisico nucleare Carlo Rubbia e la neurobiologa Elena Cattaneo. Personalità che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale. I decreti sono stati controfirmati dal Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Napolitano ha informato delle nomine il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso. Quindi ha dato personalmente notizia della nomina ai neo senatori, porgendo loro i più vivi auguri. “È anche per dare un segno di serena continuità istituzionale che ho ritenuto di dover colmare i vuoti tristemente determinatisi, nel breve giro di un anno, nelle fila dei senatori a vita di nomina presidenziale” – ha spiegato.

Il senatore Claudio Abbado (classe 1933) si è diplomato al Conservatorio di Milano. Ha diretto  le più prestigiose Istituzioni musicali del mondo come il Teatro alla Scala e i Berliner Philharmoniker.

Il senatore Carlo Rubbia (1934), si è laureato presso la Scuola Normale di Pisa e ha svolto il suo dottorato alla Columbia University. Nel 1984 ha ottenuto il Premio Nobel insieme a Simon van der Meer per la scoperta dei particelle W e Z, responsabili delle interazioni deboli.

Il senatore Renzo Piano (1937) è laureato  al Politecnico di Milano nel 1964. Tra i suoi più importanti progetti il Centro Culturale Georges Pompidou a Parigi, l’aeroporto Kansai in Giappone, l’auditorium Parco della Musica a Roma, il museo dell’Art Institute a Chicago, il nuovo Campus della Columbia University a New York.

La senatrice Elena Cattaneo (classe 1962), laureata in farmacia all’Università di Milano, professore universitario, ha fondato e dirige il Laboratorio di Biologia delle cellule staminali e Farmacologia delle malattie neurodegenerative del Dipartimento di bioscienze dell’Università di Milano, dedicandosi allo studio della Corea di Huntington.

Per il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda “la scelta del presidente Napolitano di nominare senatori a vita Claudio Abbado, Carlo Rubbia, Elena Cattaneo e Renzo Piano è impeccabile e nobilita il Senato e il Parlamento con personalità di indiscusso valore che con il loro operato hanno dimostrato l’eccellenza del nostro Paese in campi fondamentali come la cultura, la ricerca, la scienza e il sapere. Nella decisione del Capo dello Stato è bene evidente la volontà di indicare questi settori come cruciali per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese. Si tratta di una scelta che noi apprezziamo e condividiamo”.

Su Twitter Licia Ronzulli, europarlamentare del Pdl., contesta la scelta: “Agli italiani chiediamo sacrifici e poi si nominano altri 4 senatori a vita? Altri stipendi a vita, a chi non ne aveva bisogno”. “Cinguettio” anche della presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Presidente Napolitano, erano proprio necessari 4 nuovi senatori a vita con quello che costano 1000 parlamentari in carica e non c’è un euro?”.

Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, il quale, tra i suoi “meriti”, ha senza dubbio, quello di aver ideato l’attuale legge elettorale, sostiene che “la scelta di nominare altri quattro senatori a vita è fuori luogo oltre che anacronistica visto che tutti auspicano un senato federale, delle regioni con un numero ridotto di senatori espressi col voto dai territori. L’articolo 59 al secondo comma deve essere abolito così come avevamo già previsto nella riforma costituzionale del 2005. Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma qualche volta si indovina. Non vorrei mai che queste nomine possano assumere l’importanza che i senatori a vita ebbero nel sostegno del governo Prodi. Facendo due calcoli vedo nel nostro futuro con questa scelta un Letta Bis con una rinnovata maggioranza. Chi decide le sorti del paese votando le leggi deve essere eletto non nominato”.

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