Cia: dal biometano possibili risparmi per cinque miliardi l’anno

di | 26 febbraio 2014 | energia | 0 commenti

BiometanoL’energia pulita è un business crescente. In tal senso, il decreto per l’incentivazione al biometano apre nuove opportunità per le aziende agricole italiane, dando impulso a una filiera ad alta intensità lavorativa e consentendo alle imprese del settore di integrare il reddito, producendo cibo ed energia in modo sostenibile. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione della conferenza stampa di presentazione al Mipaaf dei “Quaderni delle agroenergie” a cura di Enama.
I “Quaderni” sono una sorta di guida pratica e di orientamento per il mondo agricolo circa le novità introdotte dal testo normativo – sottolinea la Cia -, in particolare dal decreto sul biometano approvato a dicembre, che è frutto di un grande lavoro di squadra a cui l’Aiel, l’Associazione italiana energie agroforestali della Confederazione, ha partecipato in modo attivo. Il biometano, d’altra parte, ha potenzialità enormi – ricorda la Cia – essendo l’unica fonte rinnovabile che può essere utilizzata per produrre energia elettrica, in cogenerazione ad alto rendimento, energia termica e come biocarburante per l’autotrazione. Soprattutto con questo decreto, si promuove prioritariamente l’uso del biometano nei trasporti come biocarburante, privilegiando quello ottenuto da sottoprodotti, con un occhio di riguardo per gli impianti più piccoli e più alla portata delle imprese agro-zootecniche.
Ma soprattutto, puntando sulle agroenergie come il biometano, si possono ridurre i costi della bolletta energetica e dei carburanti, visto che l’Italia è costretta a importare l’85 per cento dell’energia che consuma, con una spesa di 60 miliardi di euro l’anno per l’acquisto di petrolio e gas dai Paesi esteri – evidenzia la Cia -. In più, incentivando la produzione di agroenergie, si abbassano le emissioni di anidride carbonica, con un enorme beneficio per l’ambiente, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile che chiede di “consumare di meno per produrre di più”.
Il biometano, realizzato con biomasse di integrazione (effluenti zootecnici, sottoprodotti agricoli e agroindustriali, colture non alimentari o di secondo raccolto) e sfruttando i terreni un tempo destinati al “seat aside” – conclude la Cia – potrebbe portare le imprese agricole a una produzione entro il 2030 di circa otto miliardi di metri cubi. Con un risparmio di cinque miliardi di euro l’anno sull’importazione di gas.

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