Chi crede in Dio è più empatico, ecco come la fede modifica il cervello

di | 29 marzo 2016 | religioni, salute, scienza | 0 commenti

 

fedeUno studio scientifico pubblicato sulla rivista ‘Plos One’ e riportato da ‘The Independent’ rivela un dato molto particolare, ossia che “Credere in Dio modifica il cervello”, in particolare, nelle persone particolarmente credenti, un’area del cervello usata per il pensiero analitico tende ad essere repressa. Tony Jack,responsabile dello studio in questione ha spiegato che “Quando si tratta di questioni di fede dal punto di vista analitico sembra assurdo. Ma da quello che sappiamo sul cervello, credere in qualcosa di soprannaturale ci porta a mettere da parte il pensiero critico, per aiutarci a raggiungere una maggiore comprensione delle cose dal punto di vista sociale ed emotivo”.

Otto esperimenti diversi hanno dimostrato che nei soggetti che vivono una religiosità più intensa, l’empatia è di molto superiore rispetto a soggetti che non ne hanno. Gli esperimenti sono stati condotti su un campione di 159-527 adulti. Secondo quanto emerso nello studio il cervello usa una rete ‘analitica’ di neuroni che permettono all’uomo di pensare in modo critico e una rete ‘sociale’ che gli fa provare empatia. Tony Jack spiega che “A causa della tensione tra le due reti è possibile approfondire il nostro lato sociale ed emozionale. Questa potrebbe essere la chiave per spiegare perché credere nel soprannaturale è qualcosa che accomuna la storia di culture diverse”.

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