C’era una volta l’America… oggi c’è Trump

di | 12 gennaio 2018 | attualità, esteri, tribuna aperta | 0 commenti

di Maura Guida

C’era una volta l’America, il paese delle opportunità, dell’accoglienza, ispirata dalle parole dei suoi fondatori, del presidente Franklin D. Roosevelt, che come monito all’intolleranza affermava: “Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, e tu ed io in particolare, discendiamo da immigrati”.

C’era una volta l’America dei Kennedy, del sogno americano, delle battaglie per i diritti sociali e per l’integrazione razziale.

C’era una volta l’America di Obama, che ripeteva ai giovani “Yes we can!” e che si batteva per i diritti delle minoranze.

Oggi c’è Trump, e le sue frasi volgari: “shithole countries”, letteralmente “cessi di paesi“, pronunciate giovedì all’interno dello Studio Ovale, durante un meeting con legislatori e senatori democratici e repubblicani, per discutere il destino degli immigranti provenienti da Haiti, dal Salvador, e da alcune nazioni africane.

Oggetto della riunione era anche la ricerca di una soluzione per i cosiddetti “dreamers”, oltre che per altri due elementi del sistema d’immigrazione: il riconoscimento ai cittadini americani della possibilità di sponsorizzare i propri parenti, e la riconferma della lotteria che ogni anno distribuisce la carta verde a cinquantamila fortunati in tutto il mondo. È proprio durante la discussione su quest’ultimo punto che Trump ha perso la pazienza e ha detto: “Perché abbiamo bisogno di più haitiani… tagliamoli fuori”. Poi, riferendosi ai paesi dell’Africa ha aggiunto: “Per quale motivo dobbiamo permettere a questa gente, proveniente da cessi di paesi, di venire a stabilirsi da noi?”. E ha proseguito affermando che sarebbe stato invece opportuno favorire nazioni come la Norvegia, e aprire i confini agli immigranti asiatici, in grado di far crescere l’economia americana.

Sempre nella stessa giornata, poche ore dopo, su Twitter, l’attacco ai democratici, che mettono a rischio la sicurezza nazionale aprendo i confini a persone nocive, oltre che al traffico di droga, per poi ripetere che è suo dovere proteggere le vite e la sicurezza degli americani, erigere il Muro, e cancellare la lotteria.

Repubblicani e democratici hanno reagito all’unanimità a queste provocazioni e al linguaggio oltraggioso del presidente, esprimendo indignazione e preoccupazione per i contenuti razzisti delle sue parole, ritenute ostili, distruttive e contrarie ai valori nazionali.

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